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Articolo per pazienti Pubblicato: 24/10/2014 Lettura: ~4 min

L’ipertensione arteriosa nell’anziano

Fonte
Andrea Ungar, Centro di Riferimento Regionale per l’Ipertensione Arteriosa nell’Anziano, Cardiologia e Medicina Geriatrica, AOU Careggi – Firenze

Aggiornato il 05/02/2026

Informazioni rapide
Contenuti derivati da testi redatti da Medici specialisti in ambito cardiovascolare, adattati usando un linguaggio semplice per aiutarti a capire meglio la tua salute
Categoria: 1139 Sezione: 5

Introduzione

L’ipertensione arteriosa, ossia la pressione alta del sangue, è una condizione molto comune nelle persone anziane. Capire come si manifesta, quali rischi comporta e come viene diagnosticata e trattata è importante per mantenere una buona salute cardiovascolare e prevenire complicazioni. Questo testo spiega in modo chiaro e semplice le caratteristiche dell’ipertensione nell’anziano, aiutando a comprendere meglio questa condizione.

Che cos’è l’ipertensione arteriosa nell’anziano

L’ipertensione arteriosa è un aumento persistente della pressione del sangue nelle arterie. Negli anziani, è molto frequente e spesso si presenta come ipertensione sistolica isolata (ISI), cioè con valori elevati della pressione massima (sistolica) e normali o bassi della pressione minima (diastolica). Questo succede perché con l’età le arterie diventano più rigide e meno elastiche.

Quanto è diffusa

  • Negli Stati Uniti, più di 1 adulto su 4 ha la pressione alta.
  • Tra le persone sopra i 60 anni, la percentuale supera il 60%, con valori più alti nelle donne.
  • In Italia, studi recenti mostrano che oltre la metà degli uomini adulti e quasi la metà delle donne adulte ha l’ipertensione.
  • Solo circa il 57% degli uomini e il 66% delle donne con diagnosi di ipertensione sono effettivamente in trattamento.

Come cambia la pressione con l’età

Con l’aumentare dell’età, la pressione sistolica tende ad aumentare, mentre la pressione diastolica aumenta fino a circa 50-55 anni e poi diminuisce leggermente. Questo porta a un aumento della pressione differenziale (la differenza tra sistolica e diastolica), tipica nell’anziano.

Perché l’ipertensione è un problema

L’ipertensione è un importante fattore di rischio per molte malattie, tra cui:

  • Ictus
  • Malattie del cuore come l’infarto e lo scompenso cardiaco
  • Insufficienza renale
  • Morte improvvisa

Negli anziani, valori elevati di pressione aumentano il rischio di malattie cardiovascolari da 3 a 4 volte rispetto ai giovani con la stessa pressione.

Cause e meccanismi

L’ipertensione nell’anziano è legata principalmente all’irrigidimento delle arterie, che perde la capacità di ammortizzare la pressione del sangue. Questo succede per cambiamenti nelle pareti dei vasi sanguigni, come la perdita di elasticità e l’aumento di alcune sostanze che degradano le fibre elastiche.

Altri fattori coinvolti sono:

  • Alterazioni del sistema renina-angiotensina-aldosterone, che regola la pressione
  • Abitudini alimentari, come un consumo elevato di sale e grassi animali
  • Disfunzione delle cellule che rivestono i vasi (endotelio)
  • Stress ossidativo e fattori genetici

Ipotesi di collegamento con la demenza

Esiste un interesse crescente per il legame tra ipertensione e problemi di memoria o demenza, condizioni comuni negli anziani. Studi indicano che la pressione alta in età adulta può aumentare il rischio di declino cognitivo e demenza in età avanzata. Tuttavia, i risultati non sono sempre concordi, e in alcuni casi la pressione bassa in età molto avanzata può essere associata a peggioramenti cognitivi.

Alcuni studi hanno mostrato che il trattamento dell’ipertensione può rallentare la progressione del declino cognitivo, soprattutto in chi ha già lievi problemi di memoria.

Come si diagnostica e si valuta il rischio

La diagnosi nell’anziano può essere complicata da fenomeni particolari come:

  • Pseudoipertensione: la pressione misurata può risultare più alta del reale a causa della rigidità delle arterie.
  • Gap auscultatorio: intervallo in cui i suoni della pressione scompaiono, che può portare a errori nella misurazione.

È importante valutare il rischio globale cardiovascolare, considerando età, presenza di altre malattie come diabete o insufficienza renale, e condizioni generali del paziente.

La misurazione della pressione dovrebbe essere fatta anche con il monitoraggio ambulatorio delle 24 ore (ABPM) o l’automonitoraggio domiciliare (HBPM), perché la misurazione in ambulatorio può essere influenzata da fattori come l’ansia ("effetto camice bianco").

Trattamento

Per l’ipertensione nell’anziano, sono disponibili diversi tipi di farmaci efficaci e sicuri, tra cui:

  • ACE inibitori
  • Sartani
  • Diuretici tiazidici
  • Calcio antagonisti
  • Beta bloccanti

Le linee guida attuali suggeriscono di iniziare il trattamento farmacologico senza attendere troppo, soprattutto in caso di ipertensione sistolica isolata con valori sistolici sopra 160 mmHg.

È importante però personalizzare la terapia, tenendo conto della tolleranza del paziente e dei rischi di effetti collaterali come l’ipotensione (pressione troppo bassa), che può causare cadute e fratture.

Studi hanno dimostrato che trattare l’ipertensione anche negli ultraottantenni riduce il rischio di ictus, morte e altri problemi cardiovascolari.

In conclusione

L’ipertensione arteriosa è molto comune negli anziani e rappresenta un importante fattore di rischio per molte malattie. La sua diagnosi e gestione richiedono attenzione particolare a causa delle caratteristiche specifiche di questa età, come la rigidità arteriosa e la presenza di altre malattie. Il trattamento, che include modifiche dello stile di vita e farmaci, deve essere personalizzato per garantire benefici e minimizzare i rischi. Un corretto controllo della pressione può migliorare la qualità di vita e ridurre il rischio di eventi gravi come ictus e problemi cognitivi.

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