Che cosa è stato studiato
Lo studio ha coinvolto 16.492 persone con diabete di tipo 2 e con una storia o un alto rischio di malattie cardiovascolari, come infarto o ictus. I partecipanti sono stati divisi in due gruppi: uno ha ricevuto saxagliptin, l'altro un placebo (farmaco finto), per una media di 2,1 anni.
Obiettivi dello studio
L'obiettivo principale era valutare la morte per problemi cardiaci, l'infarto e l'ictus. Un obiettivo secondario importante era osservare quante persone sono state ricoverate in ospedale per insufficienza cardiaca, cioè quando il cuore non riesce a pompare bene il sangue.
Risultati principali
- Più persone trattate con saxagliptin sono state ricoverate per insufficienza cardiaca rispetto a quelle con placebo (3,5% contro 2,8%).
- Il rischio di ricovero per insufficienza cardiaca era più alto soprattutto nei primi 12 mesi di trattamento.
- I pazienti con maggiore rischio di ricovero avevano già avuto episodi di scompenso cardiaco, avevano una funzione renale ridotta o livelli elevati di una sostanza chiamata pro B-peptide natriuretico N-terminale, che indica stress sul cuore.
- Anche se il rischio di ricovero per insufficienza cardiaca era aumentato, gli altri eventi gravi come morte cardiovascolare, infarto o ictus erano simili tra i due gruppi.
Chi è più a rischio
Il rischio maggiore di problemi con saxagliptin si è visto in chi aveva:
- Precedenti episodi di insufficienza cardiaca.
- Malattia renale cronica (funzione renale ridotta).
- Livelli elevati di pro B-peptide natriuretico N-terminale.
In conclusione
Lo studio ha mostrato che, pur mantenendo simili i rischi di morte e infarto, il trattamento con saxagliptin può aumentare il rischio di ricovero per insufficienza cardiaca in pazienti con diabete di tipo 2, soprattutto in quelli con segni di problemi cardiaci o renali già presenti. Questi risultati aiutano a capire meglio come usare questo farmaco in modo sicuro.