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Articolo per pazienti Pubblicato: 02/11/2014 Lettura: ~2 min

Cosa sapere prima di sottoporsi alla denervazione simpatica renale endovascolare

Fonte
Tichà V., Patelli G., Bolis R., Damascelli B., A New Steerable Pre-shaped Sheath for Abdominal Vascular Interventions (Cath Lab Digest, September 2014); Felix Mahfoud et al., Effect of Renal Denervation on Left Ventricular Mass and Function in Patients With Resistant Hypertension, Eur Heart J. 2014;35(33):2224-2231; Neil A. Hoye et al., Endovascular renal denervation: a novel sympatholytic with relevance to chronic kidney disease, Clin Kidney J (2014) 7: 3–10; Paul A. Sobotka et al., The Role of Renal Denervation in the Treatment of Heart Failure, Curr Cardiol Rep (2012) 14:285–292

Autore articolo originale:👨‍⚕️ Bruno Damascelli Aggiornato il 05/02/2026

Informazioni rapide
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Categoria: 1122 Sezione: 35

Introduzione

La denervazione simpatica renale endovascolare è una procedura innovativa che può aiutare a ridurre la pressione alta resistente ai farmaci e migliorare alcune condizioni associate. Prima di decidere di eseguirla, è importante conoscere alcune caratteristiche anatomiche e tecniche che possono influenzare il successo dell'intervento. Qui spieghiamo in modo semplice cosa aspettarsi e quali sono le variabili più importanti.

Che cos'è la denervazione simpatica renale endovascolare

Si tratta di una procedura che agisce sulle arterie renali, i vasi sanguigni che portano il sangue ai reni, per ridurre l'attività del sistema nervoso simpatico che può contribuire all'ipertensione resistente.

Variabilità anatomica delle arterie renali

Le arterie renali possono presentare molte differenze tra le persone, come:

  • Numero di arterie per ogni rene (a volte più di una)
  • Dimensioni e lunghezza delle arterie
  • Origine e percorso delle arterie, che possono variare dalla posizione classica

Queste differenze possono rendere la procedura più complessa in circa il 25-35% dei casi.

Importanza di uno studio preliminare

Prima di eseguire la denervazione, è fondamentale valutare con esami di imaging come la tomografia computerizzata angiografica o la risonanza magnetica specifica (TRANCE) l'anatomia delle arterie renali. Questo aiuta a pianificare meglio l'intervento e a capire se è possibile eseguirlo con successo.

La procedura e le sue difficoltà tecniche

La denervazione si esegue introducendo un catetere nelle arterie renali per applicare energia a radiofrequenza e interrompere i segnali nervosi. Alcuni aspetti tecnici importanti sono:

  • Il catetere deve essere posizionato con precisione e stabilità, cosa non sempre semplice a causa della forma e della tortuosità delle arterie
  • Il numero di punti di trattamento con radiofrequenza deve essere sufficiente (da 6 a 12) per ottenere un buon risultato
  • La presenza di più arterie o di ramificazioni precoci può complicare il passaggio e la stabilità del catetere

In passato, alcuni studi hanno mostrato risultati contrastanti, in parte dovuti all'inesperienza degli operatori e all'uso di strumenti meno avanzati.

Nuove tecnologie e strumenti

Oggi sono disponibili cateteri multielettrodo e introduttori con forme particolari che facilitano l'accesso e la stabilità nelle arterie renali, migliorando la sicurezza e l'efficacia della procedura.

Risultati e risposte alla procedura

In studi recenti, circa due terzi dei pazienti con ipertensione resistente hanno mostrato una riduzione significativa della pressione sanguigna dopo sei mesi dalla denervazione, soprattutto quando l'ablazione è stata completa.

In conclusione

La denervazione simpatica renale endovascolare è una procedura promettente per il trattamento dell'ipertensione resistente. Tuttavia, il successo dipende molto dalla particolare anatomia delle arterie renali e dall'esperienza dell'operatore. Un accurato studio preliminare e l'uso di strumenti adeguati sono fondamentali per ottenere i migliori risultati.

Autore articolo originale: 👨‍⚕️ Bruno Damascelli

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