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Articolo per pazienti Pubblicato: 13/11/2014 Lettura: ~3 min

Ipertensione arteriosa causata dal Bevacizumab e trattata con denervazione simpatica renale

Fonte
Studio clinico condotto da Gianluigi Patelli, Vladimira Tichà, Francesca Besana, Alberto Luporini e Bruno Damascelli presso strutture sanitarie in Lombardia e Milano.

Autore articolo originale:👨‍⚕️ Bruno Damascelli Aggiornato il 05/02/2026

Informazioni rapide
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Introduzione

Il Bevacizumab è un farmaco importante per il trattamento di alcuni tumori, ma può causare un aumento della pressione sanguigna, specialmente in persone che hanno già problemi di ipertensione. In questo testo spieghiamo come un caso di ipertensione grave, peggiorata dal Bevacizumab, sia stata gestita con una procedura chiamata denervazione simpatica renale, che ha permesso di controllare la pressione e continuare la cura.

Che cos'è il Bevacizumab e come agisce

Il Bevacizumab è un anticorpo monoclonale, cioè una proteina progettata per bloccare una sostanza chiamata VEGF (Fattore di Crescita Endoteliale Vascolare). Il VEGF aiuta a formare nuovi vasi sanguigni, un processo chiamato angiogenesi. Bloccando il VEGF, il Bevacizumab impedisce la crescita dei vasi che alimentano i tumori, aiutando così a combattere diverse forme di cancro.

Effetti collaterali: l'ipertensione arteriosa

Uno degli effetti indesiderati più comuni del Bevacizumab è l'ipertensione arteriosa, cioè l'aumento della pressione del sangue nelle arterie. Questo problema può essere più grave in chi ha già una storia di ipertensione. Nel caso descritto, una donna di 65 anni con carcinoma ovarico e ipertensione preesistente ha sviluppato un aumento significativo della pressione non controllabile con i farmaci abituali.

Perché il Bevacizumab provoca ipertensione

  • Il blocco del VEGF riduce la produzione di ossido nitrico, una sostanza che aiuta a mantenere i vasi sanguigni dilatati.
  • Questo porta a una vasocostrizione, cioè un restringimento dei vasi sanguigni, aumentando la resistenza al flusso del sangue.
  • La riduzione dei piccoli vasi (arteriole e capillari) nei tessuti può contribuire ulteriormente all'aumento della pressione.
  • Il rene può subire una riduzione di flusso sanguigno (ischemia), che attiva un meccanismo nervoso chiamato attività simpatica, che a sua volta aumenta ancora la pressione.

Il caso clinico e la soluzione adottata

La paziente aveva una pressione molto alta, non controllata dai farmaci, con un leggero peggioramento della funzione renale. Per poter continuare il trattamento con Bevacizumab, è stata proposta una procedura chiamata denervazione simpatica renale endovascolare.

Cos'è la denervazione simpatica renale?

È una tecnica che, attraverso un catetere inserito nell'arteria femorale (nell'inguine), applica energia a radiofrequenza sulle arterie renali per interrompere i nervi simpatici che aumentano la pressione sanguigna. In questo modo si riduce l'attività nervosa che contribuisce all'ipertensione.

Risultati della procedura

  • Dopo sei mesi, la funzione renale è rimasta stabile.
  • La pressione arteriosa è tornata nella norma, permettendo di ridurre i farmaci antiipertensivi.
  • È stato possibile continuare il trattamento con Bevacizumab, importante per il controllo del tumore.
  • Il ritmo sonno-veglia si è normalizzato, migliorando la qualità della vita.
  • Il controllo della pressione è rimasto stabile anche dopo un anno dalla procedura.

Importanza del monitoraggio

Poiché l'ipertensione può comparire in qualsiasi momento durante la terapia con Bevacizumab, è raccomandato un controllo frequente della pressione, specialmente in chi ha già fattori di rischio come ipertensione o problemi renali.

In conclusione

Il Bevacizumab può causare o peggiorare l'ipertensione arteriosa attraverso vari meccanismi legati alla vasocostrizione e all'attivazione nervosa. La denervazione simpatica renale è una procedura efficace che può aiutare a controllare la pressione in casi difficili, permettendo di continuare terapie oncologiche importanti e migliorando la qualità di vita del paziente.

Autore articolo originale: 👨‍⚕️ Bruno Damascelli

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