Che cos'è la terapia di resincronizzazione cardiaca (CRT)
La CRT è un trattamento efficace per lo scompenso cardiaco, una condizione in cui il cuore non riesce a pompare sangue in modo adeguato. Questa terapia è raccomandata per pazienti con una funzione cardiaca molto ridotta, in particolare quando il cuore presenta un rallentamento nella conduzione elettrica (QRS lungo) e sintomi importanti (classe NYHA avanzata).
Tuttavia, circa il 30-35% dei pazienti non risponde bene alla CRT. Questo può dipendere da una selezione non ottimale del paziente o da una mancata regolazione precisa del dispositivo impiantato. Per questo motivo, è importante ottimizzare i tempi di stimolazione del cuore per migliorare i risultati clinici.
Come funziona l'ottimizzazione automatica del dispositivo
Un sensore speciale chiamato SonR, integrato in un elettrocatetere posizionato nell'atrio del cuore, misura le vibrazioni del cuore legate ai movimenti delle valvole e delle pareti cardiache durante la contrazione e il rilassamento. Queste vibrazioni rappresentano un indice della forza con cui il cuore si contrae, chiamato Accelerazione Endocardica Picco-Picco.
Il dispositivo utilizza queste informazioni per regolare automaticamente, ogni settimana, i tempi di stimolazione tra atrio e ventricoli (ritardi AV e VV). Questo è importante perché il cuore cambia nel tempo a causa del rimodellamento, e i tempi ottimali di stimolazione possono variare.
Il caso clinico
Il paziente è un uomo di 52 anni con una cardiomiopatia dilatativa primitiva, cioè un ingrandimento e indebolimento del cuore senza una causa evidente. Presenta diversi fattori di rischio come il fumo passato, pressione alta, obesità e una lieve insufficienza renale.
La sua funzione cardiaca era gravemente ridotta (frazione d'eiezione del 25%), con un blocco della branca sinistra del cuore e fibrillazione atriale persistente (un tipo di aritmia). Era in classe funzionale NYHA III, che indica una limitazione significativa delle attività quotidiane.
Gli è stato impiantato un defibrillatore biventricolare con elettrocatetere SonRTip, nonostante la fibrillazione atriale, per poter monitorare e ottimizzare la stimolazione cardiaca.
Dopo l'impianto, il paziente ha mostrato un miglioramento iniziale. Il vero progresso è arrivato dopo un intervento per correggere la fibrillazione atriale (ablazione), che ha ridotto la frequenza cardiaca irregolare e aumentato la stimolazione biventricolare. Di conseguenza, la sua condizione è migliorata notevolmente, passando a una classe NYHA I-II, con riduzione dell'insufficienza mitralica (problema della valvola del cuore) e aumento della frazione d'eiezione al 35%.
Il segnale SonR è aumentato in modo significativo, indicando un miglioramento della contrattilità cardiaca, e questo è stato osservato senza modifiche ai farmaci già ottimizzati.
Discussione
Questo caso conferma che il segnale SonR è un indicatore affidabile dello stato di salute del cuore, sia in ritmo normale che in presenza di aritmie come la fibrillazione atriale. Questo permette di avere informazioni utili e tempestive sul funzionamento del cuore, anche a distanza, per intervenire prima che la situazione peggiori.
La regolazione automatica settimanale dei tempi di stimolazione aiuta a mantenere la migliore funzione cardiaca possibile, adattandosi ai cambiamenti del cuore nel tempo.
Inoltre, il sensore SonR funziona indipendentemente dal ritmo del cuore, quindi è utile anche nei pazienti con fibrillazione atriale, permettendo una migliore personalizzazione della terapia.
Infine, questo tipo di elettrocatetere potrebbe avere in futuro ulteriori applicazioni per monitorare la funzione atriale e ottimizzare la stimolazione in pazienti con diverse condizioni cardiache, ma saranno necessari ulteriori studi e miglioramenti tecnologici.
In conclusione
La terapia di resincronizzazione cardiaca, supportata da un sensore che misura la forza di contrazione del cuore, può migliorare significativamente la funzione cardiaca e la qualità di vita dei pazienti con scompenso cardiaco. L'ottimizzazione automatica e continua dei tempi di stimolazione è fondamentale per adattare la terapia ai cambiamenti del cuore nel tempo, anche in presenza di aritmie come la fibrillazione atriale.