Il caso clinico
Un uomo di 57 anni con diversi fattori di rischio (fumatore, obeso, ipertensione e colesterolo alto controllati con farmaci) ha avuto un secondo episodio di ictus. In passato aveva già avuto un ictus minore e soffriva di apnea notturna grave. Nel 2005 gli era stata diagnosticata una fibrillazione atriale parossistica, cioè un battito cardiaco irregolare che si presenta a intermittenza, e da allora assumeva un anticoagulante chiamato warfarin.
Valutazioni e scoperte
- Nonostante la fibrillazione atriale, gli esami ecocardiografici (che usano ultrasuoni per vedere il cuore) hanno mostrato una buona funzione dell’atrio sinistro del cuore, senza segni di trombi (coaguli) nelle sue parti.
- Non c’erano segni di danni importanti al cuore come ingrandimento o problemi di funzionamento del ventricolo sinistro.
- Un esame più approfondito ha evidenziato una possibile causa aggiuntiva: la presenza di un foro nel setto interatriale (la parete che divide i due atri del cuore), chiamato forame ovale pervio (PFO), che permette il passaggio anomalo di bolle d’aria tra le due camere cardiache.
- Questo passaggio anomalo può favorire il passaggio di piccoli coaguli o bolle che possono causare ictus, specialmente in presenza di apnea notturna, che altera la pressione nel torace.
Ipotesi sulle cause dell’ictus
In questo paziente, l’ictus potrebbe essere stato causato da due fattori insieme:
- Fibrillazione atriale permanente, che può far formare coaguli nel cuore e causare embolie cerebrali.
- Forame ovale pervio, che permette il passaggio di bolle o coaguli dal sangue venoso a quello arterioso, raggiungendo il cervello.
Scelte terapeutiche
- Dato che il controllo della coagulazione con warfarin era difficile e il paziente aveva avuto un nuovo ictus, si è deciso di sostituire il warfarin con un nuovo anticoagulante chiamato Dabigatran, che ha un dosaggio più semplice.
- È stata inoltre consigliata la chiusura del forame ovale pervio tramite un intervento non invasivo, per ridurre il rischio di ulteriori ictus.
Punti importanti del caso
- L’ictus può avere più di una causa contemporaneamente.
- La fibrillazione atriale, pur essendo una causa comune, non sempre spiega completamente l’evento, soprattutto se il cuore non mostra segni di danno o coaguli.
- La chiusura del forame ovale pervio è indicata in pazienti con passaggio ampio di bolle e recidiva di ictus nonostante la terapia anticoagulante.
In conclusione
Questo caso mostra che è fondamentale valutare con attenzione tutte le possibili cause di ictus, anche quando è presente una condizione nota come la fibrillazione atriale. Un esame approfondito del cuore può rivelare altre condizioni che contribuiscono al rischio di ictus e guidare scelte terapeutiche personalizzate per prevenire nuovi eventi.