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Articolo per pazienti Pubblicato: 27/11/2014 Lettura: ~2 min

L'indice di shock come predittore di esito a lungo termine dopo intervento coronarico percutaneo

Fonte
European Heart Journal: Acute Cardiovascular Care November 25, 2014 doi: 10.1177/2048872614561480.

Autore articolo originale:👨‍⚕️ Lorenzo Grazioli Gauthier Aggiornato il 05/02/2026

Informazioni rapide
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Categoria: 919 Sezione: 7

Introduzione

Questo studio ha esaminato un modo semplice per prevedere il rischio di morte a lungo termine in pazienti con infarto miocardico trattati con un intervento chiamato angioplastica coronarica. Capire chi è più a rischio può aiutare i medici a scegliere le cure più adatte.

Che cos'è l'indice di shock

L'indice di shock è un numero calcolato dividendo la frequenza cardiaca (battiti al minuto) per la pressione sistolica (la pressione del sangue quando il cuore si contrae) al momento dell'arrivo in ospedale.

Questo indice aiuta a capire quanto il cuore sta lavorando sotto stress e può indicare un rischio più alto di complicazioni.

Lo studio e i pazienti coinvolti

Lo studio ha analizzato i dati di 3.049 pazienti con un tipo di infarto chiamato STEMI, trattati con angioplastica coronarica tra il 2008 e il 2011.

I pazienti sono stati divisi in due gruppi:

  • Giovani: fino a 75 anni (2.424 persone)
  • Anziani: oltre 75 anni (625 persone)

Risultati principali

  • Nei pazienti anziani, il rischio di morte durante il ricovero in ospedale è stato circa quattro volte più alto rispetto ai pazienti più giovani (11,5% contro 2,8%).
  • Altri fattori che aumentano il rischio di morte in ospedale sono stati:
  • Shock cardiogeno: una grave condizione in cui il cuore non pompa abbastanza sangue.
  • Presenza di trombosi dopo l'intervento (non-TIMI3): un problema che può ostacolare il flusso sanguigno.
  • Età superiore a 75 anni.
  • Indice di shock elevato prima dell'intervento.

Importanza dell'indice di shock

L'indice di shock misurato prima dell'angioplastica è risultato essere uno dei più forti indicatori indipendenti per prevedere la mortalità sia durante il ricovero che a lungo termine, soprattutto nei pazienti anziani.

Risultati a lungo termine

Dopo circa 15 mesi di osservazione, escludendo chi era deceduto in ospedale, l'indice di shock ha continuato a essere un importante fattore per prevedere il rischio di morte nei pazienti anziani.

In conclusione

Questo studio mostra che l'indice di shock, un semplice calcolo basato su battito cardiaco e pressione sanguigna, può aiutare a identificare i pazienti con infarto più a rischio dopo l'angioplastica, soprattutto quelli anziani. Riconoscere queste persone permette di pianificare cure più mirate e attente.

Autore articolo originale: 👨‍⚕️ Lorenzo Grazioli Gauthier

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