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Articolo per pazienti Pubblicato: 02/12/2014 Lettura: ~2 min

Brugada tipo 2: nuovi criteri per l'elettrocardiogramma

Fonte
Europace (2014) 16 (11): 1639-1645.

Autore articolo originale:👨‍⚕️ Lorenzo Grazioli Gauthier Aggiornato il 05/02/2026

Informazioni rapide
Contenuti derivati da testi redatti da Medici specialisti in ambito cardiovascolare, adattati usando un linguaggio semplice per aiutarti a capire meglio la tua salute
Categoria: 919 Sezione: 7

Introduzione

La sindrome di Brugada è una condizione che può essere difficile da riconoscere con un elettrocardiogramma (ECG), specialmente quando si tratta del tipo 2. Questo perché alcune caratteristiche dell'ECG possono sembrare simili a quelle di persone sane, come gli atleti. Recenti studi hanno cercato di trovare modi più chiari per distinguere questi casi e aiutare i medici nella diagnosi.

Che cos'è il tipo 2 di Brugada e perché è difficile da riconoscere

La sindrome di Brugada è una malattia del cuore che può causare problemi nel ritmo cardiaco. Il tipo 2 di Brugada si manifesta con un particolare aspetto dell'ECG, in cui si vede un'onda chiamata r' nelle derivazioni V1 e V2, cioè nelle prime due posizioni dove si registra l'attività elettrica del cuore.

Il problema è che anche gli atleti sani possono avere un'onda r' simile in queste stesse posizioni, rendendo difficile capire se l'ECG indica una condizione pericolosa o meno.

Lo studio e i nuovi criteri per distinguere il tipo 2 di Brugada

Un gruppo di ricercatori ha analizzato gli ECG di 50 persone con sindrome di Brugada tipo 2 e di 58 atleti sani che avevano l'onda r' in V1-V2. Hanno studiato la forma di un triangolo immaginario creato dall'onda r', osservando alcune sue caratteristiche specifiche.

  • Durata della base del triangolo a 0,5 mV (5 mm): se è uguale o superiore a 160 millisecondi, questo criterio è molto preciso nel distinguere il tipo 2 di Brugada dagli atleti sani.
  • Durata della base del triangolo sulla linea di base (linea isoelettrica) ≥60 ms (1,5 mm): anche questo parametro aiuta a riconoscere la sindrome con buona precisione.
  • Rapporto tra la base sulla linea isoelettrica e l'altezza dell'onda r': un altro elemento utile per differenziare i due gruppi.

Risultati principali

  • I nuovi criteri mostrano un'elevata specificità, cioè sono molto bravi a identificare correttamente chi non ha la sindrome.
  • Mostrano anche una buona sensibilità, cioè riconoscono bene chi ha effettivamente il tipo 2 di Brugada.
  • La misura più semplice da usare nella pratica clinica è la durata della base del triangolo a 0,5 mV, perché è facile da valutare sull'ECG.

In conclusione

I nuovi criteri per analizzare l'ECG possono aiutare i medici a distinguere con maggiore sicurezza il tipo 2 di Brugada dagli ECG di atleti sani. Questo è importante per evitare confusione e per migliorare la diagnosi di questa condizione cardiaca.

Autore articolo originale: 👨‍⚕️ Lorenzo Grazioli Gauthier

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