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Articolo per pazienti Pubblicato: 05/11/2024 Lettura: ~3 min

Cosa succede dopo una miectomia o l’alcolizzazione settale nei pazienti con Cardiomiopatia Ipertrofica Ostruttiva?

Fonte
Studio del consorzio ShaRe pubblicato su Circulation, dati raccolti da 13 centri multidisciplinari esperti negli Stati Uniti, Europa e Australia, con oltre 10.000 pazienti seguiti per un periodo medio di 7 anni dopo la terapia di riduzione settale.

Autore articolo originale:👨‍⚕️ Niccolò Maurizi Aggiornato il 31/01/2026

Informazioni rapide
Contenuti derivati da testi redatti da Medici specialisti in ambito cardiovascolare, adattati usando un linguaggio semplice per aiutarti a capire meglio la tua salute
Categoria: 1310 Sezione: 85

Introduzione

Se ti è stata diagnosticata una cardiomiopatia ipertrofica ostruttiva (HCM), potresti aver sentito parlare di due procedure chiamate miectomia e alcolizzazione settale. Questi trattamenti aiutano a ridurre un'ostruzione nel cuore che può causare sintomi fastidiosi. È importante capire cosa succede dopo questi interventi per sapere cosa aspettarsi nel tempo e come si evolve la malattia.

Che cos'è la cardiomiopatia ipertrofica ostruttiva e perché si interviene

La cardiomiopatia ipertrofica ostruttiva (HCM) è una condizione in cui una parte del cuore, chiamata setto, si ispessisce e può bloccare il flusso di sangue dal ventricolo sinistro, la camera principale che pompa il sangue al corpo. Questa ostruzione può causare:

  • affaticamento e difficoltà a fare attività fisica,
  • ridotta qualità della vita,
  • rischio di problemi seri come insufficienza cardiaca o aritmie.

Quando i sintomi non migliorano con le cure mediche, si può ricorrere a due procedure invasive per ridurre l'ostruzione:

  • Miectomia chirurgica: un intervento per rimuovere parte del muscolo ispessito;
  • Alcolizzazione settale (ASA): un trattamento che usa alcol per ridurre il muscolo in modo meno invasivo.

Cosa succede dopo l'intervento

Uno studio internazionale che ha seguito quasi 2.000 pazienti per circa 7 anni dopo queste procedure ha mostrato risultati molto incoraggianti:

  • Il rischio di morte durante o subito dopo l'intervento è molto basso, meno dell'1%.
  • L'ostruzione si riduce efficacemente e più del 90% dei pazienti migliora nei sintomi entro un anno.
  • Circa l'88% dei pazienti è ancora vivo dopo 7 anni, con un basso tasso di mortalità annuale.

Possibili sviluppi a lungo termine

Nonostante il successo iniziale, alcuni pazienti possono sviluppare insufficienza cardiaca anche dopo l'intervento, cioè il cuore può indebolirsi nel tempo. Questo succede in circa il 13% dei pazienti entro 10 anni e può essere più frequente in:

  • pazienti più anziani,
  • donne.

Inoltre, alcune persone possono sviluppare aritmie (battiti cardiaci irregolari), ma lo studio ha mostrato che le procedure non aumentano il rischio di aritmie gravi o morte improvvisa.

Differenze tra uomini e donne

Le donne tendono a essere operate più tardi rispetto agli uomini e hanno un rischio maggiore di insufficienza cardiaca con funzione del cuore ancora buona. In particolare, le donne che ricevono l'alcolizzazione settale sembrano avere più complicazioni rispetto a quelle che fanno la miectomia. Questo suggerisce che potrebbe essere utile considerare la terapia prima e con attenzione nelle donne.

Risultati nei pazienti pediatrici

Lo studio ha incluso anche bambini con HCM che sono stati seguiti per molti anni. Anche in questi casi, nonostante l'intervento, la malattia può progredire con un rischio più alto di insufficienza cardiaca e aritmie rispetto agli adulti. Questo è probabilmente legato alla forma più severa della malattia e al lungo tempo di osservazione.

Perché la malattia può progredire nonostante l'intervento

Le terapie di riduzione settale migliorano il flusso di sangue e i sintomi, ma non modificano i meccanismi di base della malattia, come:

  • l'eccessiva forza del muscolo cardiaco,
  • l'uso inefficiente dell'energia da parte delle cellule del cuore,
  • la formazione di tessuto cicatriziale (fibrosi) nel cuore.

Per questo motivo, anche dopo un intervento riuscito, la malattia può continuare a evolvere.

In conclusione

La miectomia e l'alcolizzazione settale sono procedure efficaci e sicure per ridurre l'ostruzione nel cuore dei pazienti con cardiomiopatia ipertrofica ostruttiva e migliorare i sintomi. Tuttavia, è importante sapere che la malattia può progredire nel tempo, soprattutto in persone più anziane e nelle donne, con possibile sviluppo di insufficienza cardiaca. Le procedure non aumentano il rischio di aritmie gravi o morte improvvisa. Un attento monitoraggio a lungo termine rimane fondamentale per gestire al meglio questa condizione.

Autore articolo originale: 👨‍⚕️ Niccolò Maurizi

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