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Articolo per pazienti Pubblicato: 12/01/2015 Lettura: ~3 min

…mio cuore, tu stai soffrendo…

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Caso clinico del Sig. Modestino, paziente con fibrillazione atriale valvolare e insufficienza cardiaca, con valutazioni diagnostiche ed opzioni terapeutiche descritte in un contesto clinico specialistico.

Autore articolo originale:👨‍⚕️ Claudio Ferri Aggiornato il 05/02/2026

Informazioni rapide
Contenuti derivati da testi redatti da Medici specialisti in ambito cardiovascolare, adattati usando un linguaggio semplice per aiutarti a capire meglio la tua salute
Categoria: 926 Sezione: 17

Introduzione

Questo testo racconta la storia di un uomo anziano con problemi cardiaci complessi. Descrive i suoi sintomi, le analisi effettuate e le scelte mediche per aiutarlo. L'obiettivo è capire meglio la sua condizione e come prendersi cura del suo cuore in modo sicuro e adeguato.

Chi è il Sig. Modestino

Il Sig. Modestino ha 87 anni e da circa 15 anni soffre di fibrillazione atriale valvolare, un problema del ritmo del cuore. Per questo prende una terapia anticoagulante per evitare la formazione di coaguli nel sangue. Circa dieci anni fa ha subito un intervento chiamato triplice by-pass aortocoronarico, che serve a migliorare il flusso del sangue al cuore.

Attualmente assume a casa un farmaco combinato di ramipril e idroclorotiazide, che aiuta a controllare la pressione e a ridurre i liquidi in eccesso.

I sintomi e le prime valutazioni

Il Sig. Modestino si è rivolto al Pronto Soccorso perché da circa una settimana aveva gonfiore alle gambe, soprattutto a destra, dove era presente anche una piccola ferita che perdeva un liquido chiaro. Gli esami fatti, compreso il D-dimero (un test per escludere coaguli), erano normali.

L'elettrocardiogramma (ECG) mostrava la sua fibrillazione atriale con una frequenza cardiaca di circa 98 battiti al minuto e alcune alterazioni nella parte inferiore del cuore.

Si sospettava una trombosi venosa profonda (un coagulo nelle vene profonde della gamba), quindi è stata fatta un'ecografia delle vene. Questa ha mostrato che le vene principali erano aperte e con un flusso normale, ma in alcune vene più piccole il flusso era molto ridotto, come se ci fosse un coagulo.

Per questo è stato applicato un bendaggio elastocompressivo per aiutare a ridurre il gonfiore.

Valutazioni più approfondite e trattamento

Quando il paziente è arrivato nel reparto di cardiologia, era in condizioni generali buone, con pressione arteriosa di 120/70 mmHg e frequenza cardiaca media di 112 battiti al minuto.

Gli esami del sangue mostravano un aumento del BNP, una sostanza che indica stress del cuore. L'ecocardiogramma (ecografia del cuore) ha evidenziato:

  • ispessimento del muscolo del ventricolo sinistro;
  • ridotta capacità di contrazione del cuore (frazione di eiezione del 35%);
  • problemi alle valvole aortica e mitrale;
  • ingrandimento dell'atrio sinistro;
  • pressione elevata nelle arterie polmonari.

La radiografia del torace mostrava un cuore un po' ingrossato e segni di congestione polmonare.

È stata iniziata una terapia con diuretici per ridurre i liquidi, farmaci per il cuore (ramipril, digossina, canrenoato di potassio), antibiotici per la ferita alla gamba e una dieta con poco sale. La terapia anticoagulante è stata continuata.

Dopo una settimana, il paziente è migliorato: il gonfiore si è ridotto, ha perso peso e il valore del BNP è diminuito.

Nuova visita e decisioni terapeutiche

Tre giorni dopo, il Sig. Modestino è tornato riferendo difficoltà a respirare anche con sforzi leggeri. L'ECG confermava la fibrillazione atriale con frequenza di 107 battiti al minuto. Gli esami del sangue non mostravano segni di danno al muscolo cardiaco. Il paziente ha rifiutato il ricovero.

Quale trattamento è più adatto?

  • Aggiungere un beta-bloccante selettivo (bisoprololo) per migliorare il controllo della frequenza cardiaca, distribuendo meglio la terapia diuretica durante la giornata. Questa è la scelta più indicata perché il paziente non è in fase acuta e il beta-bloccante può aiutare a migliorare i sintomi.
  • Non è consigliabile aumentare subito la dose di ramipril o usare nitroglicerina, perché potrebbero causare problemi, soprattutto in presenza di stenosi aortica severa.

In conclusione

Il caso del Sig. Modestino mostra come una persona anziana con problemi cardiaci complessi possa presentare sintomi di insufficienza cardiaca e complicazioni alle gambe. È importante una valutazione attenta per escludere trombosi e adattare la terapia in modo sicuro, migliorando la qualità della vita e controllando i sintomi.

Autore articolo originale: 👨‍⚕️ Claudio Ferri

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