Che cos'è stato studiato
Il trial chiamato BRAIN-AF ha confrontato l'effetto del rivaroxaban, un farmaco anticoagulante, con un placebo (una pillola senza principio attivo) per vedere se può prevenire il declino cognitivo (cioè il peggioramento della memoria e delle capacità mentali), l'ictus o il TIA (un attacco ischemico transitorio, simile a un mini-ictus) in pazienti con fibrillazione atriale (FA).
Come è stato condotto lo studio
- Hanno partecipato 1.235 persone con FA, di età tra 30 e 62 anni.
- Metà ha preso rivaroxaban 15 mg al giorno, l'altra metà un placebo.
- Lo studio è durato in media 3,7 anni.
- Non sono stati inclusi pazienti con precedenti ictus, TIA, ipertensione, diabete, insufficienza cardiaca, rischio di sanguinamento, demenza o malattia renale cronica.
Risultati principali
- Il declino cognitivo, l'ictus o il TIA si sono verificati nel 7,0% dei pazienti che assumevano rivaroxaban e nel 6,4% di quelli con placebo.
- Non c'è stata una differenza significativa tra i due gruppi.
- Gli eventi come ictus, TIA o embolia sistemica sono stati simili nei due gruppi (2,5% con rivaroxaban e 2,7% con placebo).
- Il sanguinamento grave è stato raro in entrambi i gruppi, leggermente meno nel gruppo rivaroxaban (0,3%) rispetto al placebo (0,8%).
Cosa significa tutto questo
In questo studio, il rivaroxaban non ha mostrato un beneficio nel prevenire il peggioramento della memoria, l'ictus o il TIA rispetto a chi non ha assunto il farmaco.
In conclusione
Tra persone con fibrillazione atriale e senza altre gravi condizioni, il rivaroxaban non ha ridotto il rischio di declino cognitivo, ictus o attacchi ischemici transitori rispetto al placebo. Questi risultati aiutano a comprendere meglio quando e come usare questo farmaco.