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Articolo per pazienti Pubblicato: 01/02/2015 Lettura: ~2 min

Lo studio PRAGUE-15: confronto tra denervazione renale e terapia medica potenziata

Fonte
Mancia G, Fagard R, Narkiewicz K, et al. 2013 ESH/ESC guidelines for the management of arterial hypertension. Eur Heart J. 2013;34:2159–2219. Fadl Elmula FE, Hoffmann P, Larstorp AC, et al. Adjusted drug treatment is superior to renal sympathetic denervation in patients with true treatment-resistant hypertension. Hypertension. 2014;63:991–999.

Autore articolo originale:👨‍⚕️ Daniela Trabattoni Aggiornato il 05/02/2026

Informazioni rapide
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Categoria: 1122 Sezione: 35

Introduzione

Questo testo spiega i risultati di uno studio importante chiamato PRAGUE-15, che ha confrontato due modi per trattare l'ipertensione resistente: una procedura chiamata denervazione renale e un trattamento farmacologico potenziato con un farmaco specifico chiamato spironolattone. L'obiettivo è capire quale approccio sia più efficace nel ridurre la pressione arteriosa in pazienti difficili da trattare.

Che cos'è la denervazione renale e il suo ruolo nell'ipertensione

La denervazione renale (RDN) è una procedura che mira a ridurre la pressione arteriosa interrompendo alcuni nervi nei reni che contribuiscono all'ipertensione. È stata studiata come possibile trattamento per chi ha una ipertensione resistente, cioè una pressione alta che non si abbassa con i farmaci tradizionali.

Lo studio PRAGUE-15: obiettivi e metodo

Lo studio PRAGUE-15 ha coinvolto 106 pazienti con ipertensione resistente. Questi pazienti sono stati divisi in due gruppi in modo casuale:

  • Uno ha ricevuto la denervazione renale (52 pazienti).
  • L'altro ha ricevuto un potenziamento della terapia medica, cioè un aumento dei farmaci, incluso lo spironolattone (54 pazienti).

La pressione arteriosa è stata misurata con un dispositivo che registra i valori per 24 ore (monitoraggio Holter).

Risultati principali dopo 6 mesi

  • Entrambi i gruppi hanno mostrato una riduzione simile della pressione arteriosa sistolica (la pressione massima) e diastolica (la pressione minima).
  • Nel gruppo con solo terapia medica, i pazienti assumevano in media più farmaci, soprattutto spironolattone.
  • Nel gruppo con terapia medica potenziata si è osservato un leggero aumento della creatinina nel sangue, un indicatore della funzione renale, e una riduzione della capacità dei reni di filtrare, ma questi cambiamenti erano piccoli.
  • Lo studio non ha mostrato una superiorità della denervazione renale rispetto alla terapia medica potenziata con spironolattone nel ridurre la pressione arteriosa dopo 6 mesi.

Alcune considerazioni sullo studio

  • In circa il 13% dei pazienti trattati con denervazione renale, non è stato effettuato il numero raccomandato di ablazioni (cioè le applicazioni di energia per interrompere i nervi), il che potrebbe aver influenzato i risultati.
  • Una sottoanalisi ha mostrato che nei pazienti con un numero corretto di ablazioni (tra 4 e 6 per lato), la riduzione della pressione arteriosa era più evidente.
  • Questi dati suggeriscono che una procedura più completa potrebbe migliorare l'efficacia della denervazione renale.
  • Lo studio continuerà a valutare l'effetto dello spironolattone nei pazienti che non hanno risposto alla denervazione renale dopo un anno.

In conclusione

Lo studio PRAGUE-15 ha dimostrato che, in pazienti con ipertensione resistente, la denervazione renale non è risultata più efficace di una terapia medica potenziata che include lo spironolattone nel ridurre la pressione arteriosa a 6 mesi. Lo spironolattone si è confermato un farmaco utile per abbassare la pressione in questi pazienti. Alcuni aspetti tecnici della procedura potrebbero influenzare i risultati e saranno oggetto di ulteriori studi.

Autore articolo originale: 👨‍⚕️ Daniela Trabattoni

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