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Articolo per pazienti Pubblicato: 13/02/2015 Lettura: ~2 min

Fibrillazione atriale asintomatica: cosa ci insegna lo studio EMBRACE

Fonte
G Ital Cardiol 2015;16(1):1-5.

Autore articolo originale:👨‍⚕️ Cristina Raimondo Aggiornato il 05/02/2026

Informazioni rapide
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Categoria: 919 Sezione: 7

Introduzione

La fibrillazione atriale è un disturbo del ritmo cardiaco che può aumentare il rischio di ictus. Spesso non dà sintomi evidenti, rendendo difficile la sua diagnosi. Lo studio EMBRACE ha esaminato come un monitoraggio più lungo del cuore possa aiutare a scoprire questa condizione in persone che hanno già avuto un ictus o un episodio simile.

Che cos'è la fibrillazione atriale e perché è importante riconoscerla

La fibrillazione atriale (FA) è un'alterazione del ritmo del cuore che può causare la formazione di coaguli. Questi coaguli possono spostarsi e causare un ictus ischemico, cioè un blocco del flusso di sangue al cervello. Riconoscere e trattare la FA è importante perché può prevenire ictus ricorrenti.

La difficoltà nel diagnosticare la fibrillazione atriale

Spesso la FA è parossistica, cioè si presenta a episodi intermittenti e può non causare sintomi evidenti. Questo rende difficile individuarla con i controlli standard, come l'elettrocardiogramma (ECG) di 24 ore.

Lo studio EMBRACE: come è stato condotto

  • Sono stati coinvolti 572 pazienti di almeno 55 anni, senza diagnosi precedente di FA.
  • Tutti avevano avuto un ictus o un attacco ischemico transitorio (TIA) di origine sconosciuta nei 6 mesi precedenti.
  • I pazienti sono stati divisi in due gruppi: uno ha effettuato un monitoraggio ECG prolungato per 30 giorni con un registratore di eventi, l'altro ha fatto il monitoraggio standard di 24 ore.

Risultati principali

  • Nel gruppo con monitoraggio prolungato, il 16,1% ha mostrato episodi di FA di almeno 30 secondi, rispetto al 3,2% del gruppo con monitoraggio breve.
  • Per episodi più lunghi (almeno 2,5 minuti), il 9,9% del gruppo con monitoraggio lungo li ha rilevati, contro il 2,5% del gruppo di controllo.
  • Più pazienti nel gruppo con monitoraggio prolungato hanno iniziato una terapia anticoagulante, che aiuta a prevenire la formazione di coaguli (18,6% vs 11,1%).

Cosa significa tutto questo

Il monitoraggio prolungato del cuore per 30 giorni aumenta di circa cinque volte la possibilità di trovare episodi di fibrillazione atriale nei pazienti che hanno avuto un ictus o un TIA senza una causa chiara. Questo permette di iniziare più spesso una terapia adeguata per prevenire nuovi ictus.

In conclusione

Nei pazienti con età superiore a 55 anni che hanno avuto un ictus o un episodio ischemico transitorio di origine sconosciuta, la fibrillazione atriale può essere nascosta e asintomatica. Un monitoraggio del ritmo cardiaco più lungo, fino a 30 giorni, è molto più efficace nel rilevare questa condizione rispetto al controllo standard di 24 ore. Questo aiuta i medici a prescrivere trattamenti che riducono il rischio di nuovi ictus.

Autore articolo originale: 👨‍⚕️ Cristina Raimondo

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