Che cosa è stato studiato
Lo studio ha coinvolto 1.147 pazienti con ipertensione e scompenso cardiaco cronico, con un'età media di 66 anni e per la maggior parte uomini. I pazienti erano già in trattamento con ACE-inibitori, beta-bloccanti o entrambi. Sono stati divisi in due gruppi: uno ha ricevuto olmesartan in aggiunta alla terapia standard, l'altro ha continuato solo con la terapia standard.
Risultati principali
- Dopo circa 4 anni, non c'è stata una riduzione significativa degli eventi gravi come morte, infarto, ictus o ricovero per peggioramento dello scompenso nel gruppo che ha assunto olmesartan rispetto al gruppo di controllo.
- Il gruppo con olmesartan ha mostrato un aumento del rischio di sviluppare problemi ai reni rispetto al gruppo di controllo.
Analisi specifica dei sottogruppi
Nei pazienti che assumevano già sia ACE-inibitori sia beta-bloccanti, l'aggiunta di olmesartan è stata associata a:
- Un aumento degli eventi gravi (morte, infarto, ictus, ricovero).
- Un aumento della mortalità per tutte le cause.
- Un incremento del rischio di insufficienza renale.
Cosa significa
Aggiungere olmesartan a pazienti con ipertensione e scompenso cardiaco che sono già trattati con ACE-inibitori e beta-bloccanti non migliora la salute generale. Al contrario, può aumentare il rischio di danni ai reni e altri eventi avversi.
In conclusione
L'uso di olmesartan in aggiunta alla terapia standard non è raccomandato in questi pazienti perché non porta benefici e può peggiorare la funzione renale. In particolare, la combinazione di olmesartan con ACE-inibitori e beta-bloccanti aumenta il rischio di effetti negativi.