Che cosa è stato studiato?
Lo studio ha analizzato 485 persone anziane con ipertensione che stavano già seguendo una terapia. L’obiettivo era capire se i valori di pressione arteriosa usati per i giovani fossero appropriati anche per chi ha più di 80 anni.
Cosa è emerso usando i valori classici?
- Le persone sopra gli 80 anni avevano una pressione sistolica (il numero più alto) più alta rispetto ai più giovani.
- La pressione diastolica (il numero più basso) era invece più bassa.
- Più anziani avevano ipertensione non controllata a casa (37,7% vs 68,5%).
- Era più frequente l’ipertensione mascherata, cioè pressione normale in ambulatorio ma alta a casa (30,6% vs 14,9%).
- Al contrario, l’ipertensione da camice bianco, cioè pressione alta in ambulatorio ma normale a casa, era meno comune (8,3% vs 18,8%).
Cosa succede usando valori adattati all’età?
Quando invece si utilizzano valori di riferimento diversi, calcolati in base ai percentili della popolazione per ogni fascia d’età, tutte queste differenze tra anziani e più giovani scompaiono. Questo significa che i valori di pressione da considerare normali o alterati devono essere adattati all’età del paziente.
Perché è importante?
Le linee guida europee del 2013 suggeriscono valori di pressione diversi per il trattamento dell’ipertensione nel grande anziano. Questo studio conferma che usare gli stessi valori per tutte le età può portare a interpretazioni sbagliate.
Cosa serve in futuro?
Per capire meglio come classificare e trattare l’ipertensione negli anziani molto avanti con l’età, sono necessari studi che seguano queste persone nel tempo, cioè studi prospettici.
In conclusione
Nei pazienti molto anziani, i valori di pressione arteriosa misurati a casa dovrebbero essere interpretati con valori di riferimento adattati all’età. Usare gli stessi parametri dei più giovani può portare a errori nella valutazione e nel trattamento dell’ipertensione. Ulteriori ricerche aiuteranno a definire le migliori strategie per questa fascia di età.