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Articolo per pazienti Pubblicato: 13/03/2015 Lettura: ~3 min

I beta bloccanti nell’ipertensione arteriosa: c’è ancora un ruolo?

Fonte
Piergiuseppe Agostoni, Mauro Contini, Centro Cardiologico Monzino, Milano

Aggiornato il 05/02/2026

Informazioni rapide
Contenuti derivati da testi redatti da Medici specialisti in ambito cardiovascolare, adattati usando un linguaggio semplice per aiutarti a capire meglio la tua salute
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Introduzione

I beta bloccanti sono farmaci usati da tempo per trattare diverse malattie del cuore e dei vasi sanguigni, compresa l’ipertensione arteriosa (pressione alta). Negli anni, il loro ruolo nel trattamento della pressione alta è stato oggetto di discussione. Questo testo spiega in modo semplice cosa sono i beta bloccanti, come funzionano e quando possono ancora essere utili nel controllo della pressione arteriosa.

Che cosa sono i beta bloccanti?

I beta bloccanti sono farmaci che agiscono sul cuore e sui vasi sanguigni, rallentando il battito cardiaco e riducendo la pressione del sangue. Sono stati tra i primi farmaci usati per l’ipertensione e altre malattie cardiache, come l’angina (dolore al petto) e l’insufficienza cardiaca.

Le prime esperienze e i cambiamenti nel tempo

Il primo beta bloccante usato per l’ipertensione è stato il propranololo, già nel 1969. All’inizio, questi farmaci sembravano molto promettenti perché avevano meno effetti collaterali rispetto ad altri trattamenti disponibili allora. Tuttavia, con il tempo sono arrivati nuovi farmaci per la pressione alta, come gli ACE inibitori, i bloccanti dei recettori dell’angiotensina e i calcio antagonisti, che si sono dimostrati molto efficaci e ben tollerati.

Le ricerche scientifiche e le controversie

Negli anni ’90 e 2000, molti studi hanno messo in dubbio l’efficacia dei beta bloccanti nel ridurre la mortalità e nel prevenire eventi come infarti o ictus, soprattutto se usati come prima scelta per l’ipertensione. Alcuni beta bloccanti, come l’atenololo, sembravano meno efficaci di altri farmaci nel prevenire ictus e problemi cardiaci.

Inoltre, l’uso dei beta bloccanti associati a diuretici (farmaci che aiutano a eliminare l’acqua in eccesso) poteva aumentare il rischio di sviluppare il diabete. Anche la frequenza cardiaca molto bassa ottenuta con questi farmaci è stata collegata a un aumento di alcuni rischi, ma la relazione è complessa e dipende dalla situazione del paziente.

Beta bloccanti di nuova generazione

È importante sapere che non tutti i beta bloccanti sono uguali. I farmaci più recenti hanno caratteristiche diverse e sembrano causare meno effetti collaterali, come problemi al metabolismo dello zucchero o rigidità delle arterie. Questi nuovi beta bloccanti potrebbero quindi offrire benefici maggiori rispetto ai farmaci più vecchi.

Cosa dicono le linee guida attuali?

Le linee guida europee più recenti (ESH/ESC, 2013) raccomandano di scegliere il trattamento per l’ipertensione in base alle caratteristiche di ogni persona, senza preferire un farmaco unico come prima scelta. I beta bloccanti sono considerati una delle opzioni possibili, soprattutto in presenza di altre condizioni mediche, come:

  • Precedente infarto del miocardio (attacco di cuore)
  • Angina pectoris
  • Insufficienza cardiaca
  • Aneurisma dell’aorta
  • Fibrillazione atriale (un tipo di battito cardiaco irregolare)

Inoltre, i beta bloccanti sono tra i pochi farmaci per la pressione alta che possono essere usati in gravidanza.

Effetti collaterali e precauzioni

Come tutti i farmaci, i beta bloccanti possono avere effetti indesiderati, ma negli studi controllati questi risultano simili a quelli di altri farmaci per la pressione. Alcuni pazienti possono notare un aumento di peso o altri piccoli disturbi, ma spesso questi effetti sono gestibili con l’aiuto del medico.

In conclusione

I beta bloccanti rimangono un gruppo importante di farmaci per il trattamento di diverse malattie cardiache e possono essere utili anche nell’ipertensione, soprattutto in presenza di altre condizioni specifiche. La scelta del trattamento migliore deve sempre tenere conto delle caratteristiche individuali di ogni persona, e i beta bloccanti possono essere una valida opzione in molti casi.

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