Che cosa significa essere in terapia anticoagulante orale e sottoposti a angioplastica coronarica
Alcune persone assumono farmaci chiamati anticoagulanti orali (OAC) per prevenire la formazione di coaguli nel sangue, che possono causare problemi come l'ictus. Quando queste persone devono fare un intervento chiamato angioplastica coronarica, che serve a migliorare il flusso di sangue al cuore inserendo un piccolo tubicino chiamato stent, è importante scegliere la terapia giusta per evitare sia coaguli sia sanguinamenti eccessivi.
Lo studio PERSEO: cosa ha valutato
Lo studio ha raccolto dati da oltre 1200 pazienti che prendevano anticoagulanti orali e hanno subito l'angioplastica con stent. L'obiettivo era confrontare due tipi di anticoagulanti:
- Anticoagulanti orali diretti (DOAC), farmaci più recenti e specifici.
- Antagonisti della vitamina K (VKA), farmaci più tradizionali.
Inoltre, lo studio ha confrontato due tipi di terapie antitrombotiche, cioè farmaci che aiutano a prevenire la formazione di coaguli:
- Doppia terapia antitrombotica (DAT): due farmaci insieme.
- Tripla terapia antitrombotica (TAT): tre farmaci insieme.
Principali risultati dello studio
- La maggior parte dei pazienti (86%) assumeva anticoagulanti per una condizione chiamata fibrillazione atriale, che aumenta il rischio di coaguli.
- Tra i pazienti dimessi, l'82% usava i DOAC mentre il 18% usava i VKA.
- Il rischio di eventi clinici avversi, cioè problemi come coaguli o sanguinamenti gravi, era più basso nei pazienti che assumevano DOAC rispetto a quelli con VKA (16% contro 23%).
- Non c'era differenza significativa tra doppia e tripla terapia per quanto riguarda questi eventi avversi.
- Tuttavia, la doppia terapia (DAT) causava meno sanguinamenti importanti rispetto alla tripla terapia (2% contro 5%).
In conclusione
Per i pazienti che assumono anticoagulanti orali e devono fare un'angioplastica coronarica con stent, i farmaci anticoagulanti diretti (DOAC) sembrano offrire una protezione migliore rispetto ai farmaci tradizionali (VKA). Inoltre, una terapia con due farmaci antitrombotici può ridurre il rischio di sanguinamenti rispetto a una terapia con tre farmaci, senza aumentare il rischio di altri problemi.