Che cosa sono le sindromi aritmiche ereditarie?
Le sindromi aritmiche ereditarie sono malattie genetiche che causano alterazioni nel ritmo cardiaco. Queste alterazioni possono avvenire sia nelle camere inferiori del cuore (ventricoli) sia in quelle superiori (atri).
Lo studio internazionale
Un ampio studio condotto in 28 centri di 16 paesi ha analizzato 522 pazienti con queste sindromi. Le diagnosi più frequenti sono state:
- Sindrome di Brugada (68%)
- Sindrome del QT lungo (18%)
- Altre sindromi come il QT corto e la tachicardia ventricolare polimorfica catecolaminergica (14%)
Le aritmie atriali più comuni
Le aritmie che coinvolgono gli atri (le camere superiori del cuore) sono state studiate e le più frequenti sono risultate:
- Fibrillazione atriale (82%)
- Flutter atriale (9%)
- Tachicardia atriale (9%)
Nel 52% dei pazienti, l'aritmia atriale è stata la prima manifestazione del disturbo. Inoltre, il 23% ha avuto più di un tipo di aritmia atriale.
Rischi e complicazioni
- L'incidenza di eventi gravi come morte cardiaca improvvisa o interventi del defibrillatore impiantabile (ICD) è stata dell'1,4% ogni anno.
- Il rischio è più alto nei pazienti che hanno avuto la prima aritmia atriale prima dei 20 anni.
- Il 4,4% dei pazienti ha avuto ictus, un problema causato da interruzione del flusso sanguigno al cervello.
- Il 9,6% ha mostrato disfunzioni del nodo senoatriale, che è la parte del cuore che regola il battito.
- Il 2,8% ha avuto scariche inappropriate del defibrillatore dovute ad aritmie atriali.
In conclusione
Le sindromi aritmiche ereditarie possono causare diversi tipi di aritmie, non solo ventricolari ma anche atriali. Le aritmie atriali, come la fibrillazione atriale, sono comuni e possono essere la prima manifestazione del disturbo. Questi problemi possono aumentare il rischio di eventi gravi, soprattutto se compaiono in giovane età. È importante riconoscere queste aritmie per una corretta gestione e monitoraggio.