Che cos'è lo studio DAPP-PP
Lo studio ha coinvolto oltre 5.500 pazienti con malattie cardiache, come la malattia delle arterie coronarie o una forma di cuore ingrossato chiamata cardiomiopatia dilatativa. Tutti hanno ricevuto un ICD per prevenire la morte improvvisa causata da problemi del ritmo cardiaco. I partecipanti sono stati divisi in tre gruppi di età:
- 18-59 anni
- 60-74 anni
- 75 anni e oltre
Principali risultati
- Con l'aumentare dell'età, è risultata più comune la presenza di malattia coronarica e di fibrillazione atriale, un tipo di battito cardiaco irregolare.
- Durante un periodo medio di circa 3 anni, il rischio di morte annuale è cresciuto con l'età: dal 3,1% nei più giovani al 7,5% negli anziani.
- L'età avanzata è risultata un fattore che aumenta il rischio di morte, anche considerando altre condizioni di salute.
- La percentuale di morti dovute a problemi cardiaci era simile tra i gruppi, così come la morte improvvisa non evitata dall'ICD e il numero di interventi efficaci del dispositivo.
- I pazienti più anziani hanno avuto più complicazioni subito dopo l'impianto e meno interventi del dispositivo non necessari.
Cosa significa tutto questo
Questi risultati indicano che, anche se l'ICD può prevenire la morte improvvisa legata a problemi del ritmo cardiaco, nei pazienti anziani il rischio complessivo di morte rimane più alto. Questo è probabilmente dovuto a cause diverse dai problemi del ritmo, come altre malattie o complicazioni.
In conclusione
Lo studio DAPP-PP mostra che l'età avanzata è associata a un aumento della mortalità generale dopo l'impianto di un ICD per prevenzione primaria. Sebbene il dispositivo sia efficace nel suo scopo, i pazienti più anziani hanno un rischio maggiore di complicazioni e di morte per altre cause.