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Articolo per pazienti Pubblicato: 04/05/2015 Lettura: ~2 min

Quali meccanismi spiegano la riduzione della pressione dopo la denervazione renale?

Fonte
Dott.ssa Daniela Trabattoni, Cardiologia Invasiva, Centro Cardiologico Monzino, IRCCS – Milano

Autore articolo originale:👨‍⚕️ Daniela Trabattoni Aggiornato il 05/02/2026

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Categoria: 1122 Sezione: 35

Introduzione

La denervazione renale è una procedura che può aiutare a ridurre la pressione alta in alcuni pazienti. Anche se i risultati non sono uguali per tutti, è importante capire come funziona questa tecnica per migliorare il trattamento e scegliere chi può trarne beneficio.

Che cos'è la denervazione renale (RDN)?

La denervazione renale è una procedura che distrugge alcune terminazioni nervose nei reni. Questi nervi influenzano la pressione del sangue e la funzione del cuore. La tecnica si esegue attraverso la pelle, senza bisogno di un intervento chirurgico aperto.

Come funziona l'effetto sulla pressione sanguigna?

L'effetto della denervazione dipende da diversi fattori legati al funzionamento del corpo, alla struttura dei nervi e a processi chimici. Anche se alcuni studi hanno messo in dubbio l'efficacia della procedura per tutti i pazienti con ipertensione resistente, ci sono gruppi specifici che possono ancora trarne vantaggio, come chi ha diabete, problemi renali o insufficienza cardiaca.

Quali nervi sono coinvolti?

Non è ancora chiaro se il beneficio principale derivi dalla rimozione dei nervi sensoriali (afferenti), dei nervi che inviano segnali dal sistema nervoso ai reni (efferenti) o di entrambi.

Quando si vede l'effetto?

I cambiamenti nella pressione possono comparire anche fino a 36 mesi dopo la procedura. Questo è diverso da quanto osservato negli animali, dove i nervi tendono a ricrescere in 2-4 mesi, recuperando la loro funzione.

Altri meccanismi che aiutano a mantenere l'effetto

  • Perfusione renale: il modo in cui il sangue scorre nei reni.
  • Riassorbimento di sodio: come i reni trattengono o eliminano il sale.
  • Sistema renina-angiotensina: un sistema chimico che regola la pressione del sangue.
  • Riflesso reno-renale: un meccanismo di comunicazione tra i nervi renali.

Inoltre, anche una ridotta stimolazione dei nervi sensoriali renali, anche se temporanea, può cambiare a lungo termine i meccanismi che controllano la pressione sanguigna.

Miglioramenti anche senza cambiamenti nella pressione

Studi su animali e persone mostrano che la funzione del cuore e dei riflessi nervosi che aiutano a regolare la pressione migliorano dopo la denervazione, anche se la pressione stessa non cambia subito.

In conclusione

La denervazione renale agisce su diversi meccanismi nel corpo per aiutare a controllare la pressione alta. Anche se non tutti i pazienti rispondono allo stesso modo, la procedura può migliorare la funzione cardiaca e i riflessi nervosi. Capire questi meccanismi è importante per identificare chi può beneficiare maggiormente di questo trattamento.

Autore articolo originale: 👨‍⚕️ Daniela Trabattoni

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