Che cos'è il punteggio CHA2DS2-VASc?
Il punteggio CHA2DS2-VASc serve a stimare il rischio di ictus ischemico nelle persone con fibrillazione atriale. Si basa su diversi fattori di rischio, ognuno dei quali contribuisce a un punteggio complessivo:
- Scompenso cardiaco congestizio (problemi al cuore che ne riducono la capacità di pompare il sangue)
- Ipertensione (pressione alta)
- Età: 2 punti se ≥ 75 anni, 1 punto se tra 65 e 74 anni
- Diabete mellito (livelli elevati di zucchero nel sangue)
- Pregresso ictus o attacco ischemico transitorio (problemi precedenti di circolazione cerebrale)
- Vasculopatia (malattie dei vasi sanguigni)
- Sesso femminile (aggiunge un punto)
Il problema del punteggio pari a 1
Quando il punteggio è pari a 1, le linee guida non sono sempre chiare su come gestire la terapia anticoagulante. Questo punteggio può indicare un rischio moderato di ictus, ma non tutti i fattori di rischio hanno lo stesso peso.
Lo studio taiwanese e i suoi risultati
Un recente studio ha analizzato oltre 180.000 pazienti con fibrillazione atriale che non assumevano farmaci per prevenire coaguli. I ricercatori hanno valutato in particolare:
- Maschi con punteggio CHA2DS2-VASc pari a 1 (cioè un solo fattore di rischio oltre al sesso)
- Femmine con punteggio pari a 2 (dato che il sesso femminile aggiunge un punto)
Durante un follow-up di circa 5 anni, hanno osservato che:
- Il 14,4% degli uomini con punteggio 1 ha avuto un ictus ischemico, con un rischio annuale del 2,75%.
- Il rischio variava in base al fattore di rischio specifico: ad esempio, uomini tra 65 e 74 anni avevano un rischio più alto (3,50% all’anno) rispetto a quelli con vasculopatia (1,96% all’anno).
- Il 14,9% delle donne con punteggio 2 ha avuto un ictus, con un rischio annuale del 2,55%.
- Anche nelle donne, il rischio variava: da 1,91% all’anno con ipertensione fino a 3,34% all’anno per quelle tra 65 e 74 anni.
Cosa significa tutto questo?
Non tutti i fattori di rischio indicati nel punteggio CHA2DS2-VASc comportano lo stesso rischio di ictus. In particolare, l’età compresa tra 65 e 74 anni è associata a un rischio più elevato rispetto ad altri fattori.
Per questo motivo, la terapia anticoagulante orale potrebbe essere considerata anche in pazienti con fibrillazione atriale e un solo fattore di rischio aggiuntivo rispetto al sesso, per ridurre il rischio di ictus ischemico.
In conclusione
Il punteggio CHA2DS2-VASc aiuta a valutare il rischio di ictus nelle persone con fibrillazione atriale. Quando il punteggio è pari a 1, è importante considerare quale fattore di rischio è presente, perché non tutti hanno lo stesso impatto. L’età tra 65 e 74 anni è un fattore che aumenta maggiormente il rischio. In questi casi, la terapia anticoagulante può essere utile per prevenire l’ictus, ma la decisione deve sempre essere discussa con il medico.