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Articolo per pazienti Pubblicato: 14/05/2015 Lettura: ~3 min

Fibrillazione atriale e punteggio CHA2DS2-VASc pari a 1: quando considerare la terapia anticoagulante

Fonte
J Am Coll Cardiol 2015; 65: 635-642.

Autore articolo originale:👨‍⚕️ Gemma Salerno Aggiornato il 05/02/2026

Informazioni rapide
Contenuti derivati da testi redatti da Medici specialisti in ambito cardiovascolare, adattati usando un linguaggio semplice per aiutarti a capire meglio la tua salute
Categoria: 919 Sezione: 7

Introduzione

La fibrillazione atriale è una condizione del cuore che può aumentare il rischio di ictus. Per valutare questo rischio, si usa un punteggio chiamato CHA2DS2-VASc, che considera diversi fattori di salute e caratteristiche personali. In particolare, quando questo punteggio è pari a 1, non è sempre chiaro se sia necessario iniziare una terapia anticoagulante per prevenire l’ictus. Qui spieghiamo cosa significa questo punteggio e quali sono le considerazioni più importanti.

Che cos'è il punteggio CHA2DS2-VASc?

Il punteggio CHA2DS2-VASc serve a stimare il rischio di ictus ischemico nelle persone con fibrillazione atriale. Si basa su diversi fattori di rischio, ognuno dei quali contribuisce a un punteggio complessivo:

  • Scompenso cardiaco congestizio (problemi al cuore che ne riducono la capacità di pompare il sangue)
  • Ipertensione (pressione alta)
  • Età: 2 punti se ≥ 75 anni, 1 punto se tra 65 e 74 anni
  • Diabete mellito (livelli elevati di zucchero nel sangue)
  • Pregresso ictus o attacco ischemico transitorio (problemi precedenti di circolazione cerebrale)
  • Vasculopatia (malattie dei vasi sanguigni)
  • Sesso femminile (aggiunge un punto)

Il problema del punteggio pari a 1

Quando il punteggio è pari a 1, le linee guida non sono sempre chiare su come gestire la terapia anticoagulante. Questo punteggio può indicare un rischio moderato di ictus, ma non tutti i fattori di rischio hanno lo stesso peso.

Lo studio taiwanese e i suoi risultati

Un recente studio ha analizzato oltre 180.000 pazienti con fibrillazione atriale che non assumevano farmaci per prevenire coaguli. I ricercatori hanno valutato in particolare:

  • Maschi con punteggio CHA2DS2-VASc pari a 1 (cioè un solo fattore di rischio oltre al sesso)
  • Femmine con punteggio pari a 2 (dato che il sesso femminile aggiunge un punto)

Durante un follow-up di circa 5 anni, hanno osservato che:

  • Il 14,4% degli uomini con punteggio 1 ha avuto un ictus ischemico, con un rischio annuale del 2,75%.
  • Il rischio variava in base al fattore di rischio specifico: ad esempio, uomini tra 65 e 74 anni avevano un rischio più alto (3,50% all’anno) rispetto a quelli con vasculopatia (1,96% all’anno).
  • Il 14,9% delle donne con punteggio 2 ha avuto un ictus, con un rischio annuale del 2,55%.
  • Anche nelle donne, il rischio variava: da 1,91% all’anno con ipertensione fino a 3,34% all’anno per quelle tra 65 e 74 anni.

Cosa significa tutto questo?

Non tutti i fattori di rischio indicati nel punteggio CHA2DS2-VASc comportano lo stesso rischio di ictus. In particolare, l’età compresa tra 65 e 74 anni è associata a un rischio più elevato rispetto ad altri fattori.

Per questo motivo, la terapia anticoagulante orale potrebbe essere considerata anche in pazienti con fibrillazione atriale e un solo fattore di rischio aggiuntivo rispetto al sesso, per ridurre il rischio di ictus ischemico.

In conclusione

Il punteggio CHA2DS2-VASc aiuta a valutare il rischio di ictus nelle persone con fibrillazione atriale. Quando il punteggio è pari a 1, è importante considerare quale fattore di rischio è presente, perché non tutti hanno lo stesso impatto. L’età tra 65 e 74 anni è un fattore che aumenta maggiormente il rischio. In questi casi, la terapia anticoagulante può essere utile per prevenire l’ictus, ma la decisione deve sempre essere discussa con il medico.

Autore articolo originale: 👨‍⚕️ Gemma Salerno

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