Che cosa significa l'ablazione del nodo AV e la stimolazione biventricolare?
L'ablazione del nodo atrioventricolare (NAV) è una procedura che interrompe il passaggio degli impulsi elettrici anomali che causano la fibrillazione atriale, un tipo di battito cardiaco irregolare.
La stimolazione biventricolare è un tipo di pacemaker che aiuta a far battere il cuore in modo più coordinato, stimolando entrambe le camere inferiori del cuore (i ventricoli), migliorandone la funzione.
Chi può beneficiare di questa procedura?
Lo studio ha coinvolto 55 pazienti con:
- Fibrillazione atriale permanente che non risponde ai farmaci per controllare la frequenza cardiaca.
- Disfunzione del ventricolo sinistro, cioè una parte importante del cuore che pompa il sangue non funziona bene.
Questi pazienti avevano un'età media di circa 67 anni e una funzione cardiaca ridotta.
Cosa è stato osservato dopo la procedura?
Dopo circa 3-4 anni di osservazione, circa un terzo dei pazienti ha mostrato miglioramenti significativi, tra cui:
- Riduzione dei sintomi e miglioramento della capacità di fare attività quotidiane.
- Miglioramento della funzione del ventricolo sinistro, misurata con un parametro chiamato frazione di eiezione.
- Meno ricoveri per problemi di insufficienza cardiaca.
Quali fattori aiutano a prevedere una buona risposta?
Lo studio ha identificato alcuni elementi che aumentano la probabilità di beneficiare della procedura:
- Essere di sesso femminile.
- Avere una causa della malattia cardiaca diversa dall'ischemia (cioè non dovuta a problemi di circolazione del sangue al cuore).
- Non avere una malattia polmonare chiamata bronchite cronica ostruttiva.
- Avere un particolare tipo di alterazione nell'elettrocardiogramma, con un segnale chiamato QRS più lungo di 120 millisecondi.
In conclusione
Per i pazienti con fibrillazione atriale permanente e disfunzione del ventricolo sinistro che non rispondono ai farmaci, l'ablazione del nodo AV insieme alla stimolazione biventricolare può migliorare i sintomi e la funzione cardiaca. Alcuni fattori, come il sesso femminile e la causa della malattia, possono aiutare a prevedere chi risponderà meglio a questo trattamento.