Che cosa significa il rischio cardiovascolare nel diabete
Il diabete di tipo 2 aumenta la probabilità di sviluppare malattie del cuore e dei vasi sanguigni. Per questo è fondamentale valutare il rischio di eventi come infarto o ictus in modo accurato e personalizzato.
Come si valuta il rischio
Le nuove linee guida europee (ESC 2023) introducono uno strumento chiamato SCORE2-Diabetes. Si tratta di un algoritmo che stima la probabilità di eventi cardiaci importanti nei prossimi dieci anni, basandosi su dati personali come:
- età
- colesterolo e altri grassi nel sangue
- pressione sanguigna
Questo strumento è specifico per chi ha il diabete e aiuta a classificare il rischio in quattro livelli: basso, moderato, alto e molto alto.
Cosa significa avere un danno d’organo severo
Alcune condizioni indicano un rischio molto alto, come:
- ridotta funzione renale (con valori specifici di eGFR)
- presenza di proteine nelle urine (microalbuminuria o proteinuria)
- segni di danni in più organi, come occhi (retinopatia) e nervi (neuropatia)
In questi casi, il rischio cardiovascolare è automaticamente considerato molto alto.
Farmaci innovativi per ridurre il rischio
Le linee guida raccomandano l’uso di farmaci che non solo abbassano lo zucchero nel sangue, ma proteggono anche il cuore:
- SGLT2 inibitori (come empagliflozin e dapagliflozin): aiutano a prevenire l’insufficienza cardiaca e riducono il rischio di morte per malattie cardiache.
- Agonisti del recettore GLP-1 (come liraglutide e semaglutide): oltre a controllare la glicemia, riducono il rischio di infarto e ictus.
- Finerenone: utile per chi ha anche danni ai reni, aiuta a rallentare la progressione della malattia renale e protegge il cuore.
Risultati degli studi principali
- Lo studio EMPA-REG OUTCOME ha mostrato che empagliflozin riduce la mortalità cardiovascolare del 38%.
- Lo studio DAPA-HF ha confermato che dapagliflozin diminuisce ospedalizzazioni e mortalità per insufficienza cardiaca.
- Il trial LEADER ha evidenziato che liraglutide riduce gli eventi cardiovascolari del 13%.
- Lo studio SUSTAIN-6 ha dimostrato che semaglutide riduce infarti e ictus non fatali rispettivamente del 26% e 39%.
- Gli studi FIDELIO-DKD e FIGARO-DKD hanno mostrato i benefici di finerenone nella protezione renale e cardiovascolare.
Obiettivi di trattamento
Per ridurre il rischio cardiovascolare, è importante mantenere:
- emoglobina glicata (HbA1c) sotto il 7% nella maggior parte delle persone, con aggiustamenti individuali
- colesterolo LDL a livelli molto bassi, variabili in base al rischio (sotto 55 mg/dL per rischio molto alto, sotto 70 mg/dL per rischio alto, sotto 100 mg/dL per rischio moderato)
Se il colesterolo rimane alto nonostante le statine, si può aggiungere un farmaco chiamato inibitore di PCSK9 per migliorare ulteriormente i risultati.
Uso dell’acido acetilsalicilico (ASA)
L’ASA a basse dosi è consigliato solo in alcune persone con diabete che hanno un alto rischio cardiovascolare e nessun rischio elevato di sanguinamento. È efficace soprattutto per chi ha già avuto problemi cardiaci, mentre in prevenzione primaria il suo uso è più limitato.
In conclusione
Le nuove linee guida sottolineano l’importanza di valutare il rischio cardiovascolare nel diabete in modo personalizzato. Strumenti come lo SCORE2-Diabetes aiutano a identificare chi ha bisogno di un trattamento più intenso. Farmaci innovativi non solo controllano lo zucchero nel sangue, ma proteggono anche il cuore e i reni. È importante seguire obiettivi precisi per glicemia e colesterolo, adattando la cura alle esigenze di ogni persona per migliorare la salute a lungo termine.