Chi è Michele e quali sono i suoi sintomi
Michele ha 76 anni, è pensionato e in passato ha lavorato come coltivatore diretto. Da circa 30 anni ha problemi di cuore legati alla pressione alta. Prende due farmaci: ramipril (per la pressione) e ASA (un antiaggregante per il sangue).
Da qualche giorno sente dolore al petto, anche a riposo. Questo dolore non cambia con il respiro o cambiando posizione, e non si allevia premendo sul petto.
Gli esami fatti al Pronto Soccorso
- Esami del sangue: normali tranne un leggero aumento di alcuni valori che indicano infiammazione.
- Elettrocardiogramma (ECG): ritmo del cuore normale con qualche battito irregolare e piccoli cambiamenti non specifici.
- Radiografia del torace: nessuna infezione, ma un piccolo accumulo di liquido vicino al polmone sinistro e segni di calcificazioni sull’aorta.
Visita e ulteriori esami nella nostra struttura
Alla visita Michele aveva una pressione di 150/95 mmHg e una frequenza cardiaca di 82 battiti al minuto. Si sentivano suoni anomali al cuore e al torace.
L’ecocardiogramma, un esame che usa gli ultrasuoni per vedere il cuore, ha mostrato:
- Buona funzione del cuore.
- Calcificazioni e una leggera alterazione della valvola aortica.
- Un aneurisma, cioè un ingrossamento anomalo, dell’aorta toracica di 7,5 cm.
Si è deciso di approfondire con una angio-TC, un esame che permette di vedere bene i vasi sanguigni usando una speciale macchina.
Perché l’angio-TC è una scelta adatta
Le Linee Guida internazionali dicono che l’angio-TC e l’angio-RM (risonanza magnetica) sono ugualmente efficaci per studiare l’aorta. L’angio-TC è spesso preferita perché è più veloce e facilmente disponibile, a meno che non ci siano problemi come allergie o insufficienza renale.
Risultati dell’angio-TC e decisioni mediche
L’angio-TC ha confermato l’aneurisma dell’aorta ascendente con un diametro di circa 7,2 cm. Non sono stati trovati segni di rottura o altre complicazioni.
I chirurghi hanno deciso di intervenire con un’operazione programmata per mettere una protesi nell’aorta.
Durante il ricovero, l’ASA è stata sostituita con un altro farmaco anticoagulante (enoxaparina) per ridurre il rischio di coaguli.
La pressione di Michele era ancora alta (150/95 mmHg), quindi è stato aggiunto un beta bloccante (bisoprololo) per abbassare la pressione e la frequenza cardiaca.
Perché il beta bloccante è importante
- I beta bloccanti aiutano a ridurre la pressione e la frequenza del battito cardiaco.
- Questo riduce lo stress sulla parete dell’aorta, diminuendo il rischio che l’aneurisma peggiori o si rompa.
- Le Linee Guida raccomandano i beta bloccanti, insieme ad altri farmaci per la pressione, come prima scelta in questi casi.
In conclusione
Michele ha un ingrossamento pericoloso dell’aorta toracica che richiede un intervento chirurgico. Gli esami fatti, come l’angio-TC, sono stati scelti perché efficaci e veloci. La terapia con beta bloccanti è importante per proteggere l’aorta e controllare la pressione e la frequenza cardiaca in attesa dell’operazione.