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Articolo per pazienti Pubblicato: 29/10/2015 Lettura: ~2 min

Ranolazina in pazienti con rivascolarizzazione incompleta dopo PCI: risultati dello studio RIVER-PCI

Fonte
Lancet. 2015; DOI:10.1016//S0140-6736(15)00459-6.

Autore articolo originale:👨‍⚕️ Gemma Salerno Aggiornato il 05/02/2026

Informazioni rapide
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Categoria: 919 Sezione: 7

Introduzione

Questo studio ha valutato se il farmaco ranolazina possa aiutare pazienti con angina cronica che hanno subito una procedura di rivascolarizzazione percutanea (PCI) incompleta. La rivascolarizzazione incompleta significa che alcune arterie del cuore rimangono parzialmente ostruite, aumentando il rischio di problemi cardiaci. Lo studio ha confrontato l'effetto della ranolazina con un placebo per capire se il farmaco potesse migliorare la salute di questi pazienti.

Che cosa significa rivascolarizzazione percutanea incompleta

La rivascolarizzazione percutanea (PCI) è una procedura usata per aprire le arterie del cuore che sono ristrette o bloccate. Quando questa procedura non riesce a trattare tutte le arterie con problemi, si parla di rivascolarizzazione incompleta. Questo può aumentare il rischio di eventi cardiaci come infarti o necessità di nuovi interventi.

Obiettivo dello studio

Lo studio ha voluto capire se aggiungere il farmaco ranolazina alla terapia abituale potesse ridurre il rischio di nuovi problemi cardiaci in pazienti con angina cronica e rivascolarizzazione incompleta dopo PCI.

Come è stato condotto lo studio

  • Lo studio ha coinvolto 2.651 pazienti con angina e rivascolarizzazione incompleta.
  • I pazienti sono stati divisi in due gruppi: uno ha ricevuto ranolazina, l'altro un placebo (farmaco senza principio attivo).
  • La somministrazione di ranolazina era di 1000 mg due volte al giorno.
  • Lo studio è stato randomizzato (i pazienti sono stati assegnati casualmente ai gruppi) e doppio cieco (né i medici né i pazienti sapevano chi riceveva il farmaco vero o il placebo).
  • La durata media del follow-up è stata di circa 643 giorni (quasi 2 anni).

Risultati principali

  • Non è stata trovata una differenza significativa nel rischio di nuovi eventi cardiaci tra i pazienti che assumevano ranolazina e quelli che assumevano placebo.
  • In particolare, non è cambiata la frequenza di nuovi interventi per aprire le arterie o di ricoveri per problemi cardiaci.
  • Un numero leggermente maggiore di pazienti nel gruppo ranolazina ha interrotto il trattamento a causa di effetti collaterali.

Cosa significa per i pazienti

Per ora, secondo questo studio, la ranolazina non sembra migliorare la prognosi nei pazienti con angina e rivascolarizzazione incompleta dopo PCI. Sono necessari ulteriori studi per trovare terapie più efficaci per questo gruppo di pazienti ad alto rischio.

In conclusione

La ranolazina non riduce il rischio di nuovi interventi o ricoveri per problemi cardiaci in pazienti con angina cronica e rivascolarizzazione incompleta dopo PCI. Questo suggerisce che servono altre strategie per migliorare la salute di questi pazienti.

Autore articolo originale: 👨‍⚕️ Gemma Salerno

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