Che cos’è l’angina e la PCI
L’angina è un dolore o fastidio al petto causato da una riduzione del flusso di sangue al cuore. La PCI (angioplastica coronarica percutanea) è un intervento che aiuta a migliorare il flusso sanguigno nelle arterie del cuore, spesso inserendo uno stent per aprire i vasi ostruiti.
Obiettivo dello studio RIVER-PCI
Alcuni pazienti, dopo la PCI, possono avere una rivascolarizzazione incompleta (ICR), cioè non tutte le arterie bloccate vengono trattate. Questo può far persistere o tornare l’angina. Lo studio ha voluto capire se la ranolazina, un farmaco usato per l’angina, potesse ridurre il dolore al petto e migliorare la qualità di vita in questi pazienti.
Come è stato condotto lo studio
- 2.604 pazienti con angina cronica e ICR dopo PCI sono stati divisi in due gruppi: uno ha ricevuto ranolazina, l’altro un placebo (farmaco senza principio attivo).
- La qualità di vita e la frequenza dell’angina sono state misurate all’inizio, dopo 1, 6 e 12 mesi.
Risultati principali
- I pazienti che assumevano ranolazina avevano una maggiore probabilità di interrompere il trattamento rispetto a quelli con placebo.
- Entrambi i gruppi hanno mostrato un miglioramento significativo della frequenza dell’angina e della qualità di vita entro il primo mese, mantenuto fino a un anno.
- Non c’erano differenze significative tra i due gruppi nei punteggi di angina e qualità di vita durante tutto il periodo di osservazione.
- Un miglioramento con ranolazina è stato osservato a 6 mesi solo in pazienti diabetici e in quelli con angina più frequente all’inizio, ma questo beneficio non è durato fino a 12 mesi.
Interpretazione dei risultati
Nonostante la presenza di rivascolarizzazione incompleta dopo PCI, l’aggiunta di ranolazina non ha portato a un miglioramento maggiore rispetto al placebo nella riduzione dell’angina o nella qualità di vita. Entrambi i gruppi hanno comunque mostrato un miglioramento significativo dopo l’angioplastica, che è durato fino a un anno.
In conclusione
La ranolazina non ha fornito benefici aggiuntivi per ridurre il dolore al petto o migliorare la qualità di vita in pazienti con rivascolarizzazione incompleta dopo angioplastica. Il miglioramento osservato è probabilmente dovuto all’intervento stesso e si mantiene nel tempo, indipendentemente dall’uso del farmaco.