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Articolo per pazienti Pubblicato: 20/11/2015 Lettura: ~2 min

Confronto tra trattamento standard e trattamento intensivo per l'ipertensione

Fonte
NEJM November 9, 2015 DOI: 10.1056/NEJMoa1511939.

Autore articolo originale:👨‍⚕️ Rossella Vastarella Aggiornato il 04/02/2026

Informazioni rapide
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Categoria: 919 Sezione: 7

Introduzione

Questo testo spiega i risultati di uno studio importante che ha confrontato due modi diversi di trattare la pressione alta nelle persone senza diabete ma con rischio cardiovascolare. L'obiettivo è capire quale livello di pressione arteriosa sia più utile per prevenire problemi al cuore e ai vasi sanguigni, mantenendo la sicurezza del paziente.

Che cosa significa pressione arteriosa sistolica

La pressione arteriosa sistolica è il valore più alto della pressione del sangue nelle arterie quando il cuore si contrae per spingere il sangue in tutto il corpo. Si misura in millimetri di mercurio (mmHg).

Lo studio e i gruppi di trattamento

In uno studio sono state coinvolte 9.361 persone con pressione sistolica di almeno 130 mmHg e un rischio aumentato di problemi cardiovascolari, ma senza diabete. Queste persone sono state divise in due gruppi:

  • Trattamento intensivo: l'obiettivo era mantenere la pressione sistolica sotto i 120 mmHg.
  • Trattamento standard: l'obiettivo era mantenere la pressione sistolica sotto i 140 mmHg.

Risultati principali

Dopo circa 3 anni di osservazione, la pressione media era di 121,4 mmHg nel gruppo intensivo e di 136,2 mmHg nel gruppo standard.

Il gruppo con trattamento intensivo ha mostrato un rischio più basso di eventi gravi come:

  • infarto del miocardio (attacco di cuore),
  • altre malattie coronariche acute,
  • ictus,
  • insufficienza cardiaca,
  • e morte per cause cardiovascolari.

Inoltre, la mortalità per qualsiasi causa è stata significativamente più bassa nel gruppo intensivo.

Eventi avversi e sicurezza

Il trattamento intensivo ha però comportato un aumento di alcuni effetti collaterali gravi, come:

  • ipotensione (pressione troppo bassa),
  • sincope (svenimenti),
  • alterazioni degli elettroliti (sostanze chimiche importanti nel sangue),
  • danno renale acuto o insufficienza renale.

Non sono aumentati invece gli scompensi cardiaci acuti.

Cosa significa per i pazienti

Per le persone ad alto rischio di problemi al cuore ma senza diabete, mantenere la pressione sistolica sotto i 120 mmHg può ridurre il rischio di eventi gravi e la mortalità. Tuttavia, questo tipo di trattamento richiede attenzione perché può aumentare il rischio di alcuni effetti collaterali.

In conclusione

Un trattamento più intenso per abbassare la pressione arteriosa sistolica sotto i 120 mmHg può offrire una migliore protezione contro problemi cardiovascolari e morte, rispetto a un trattamento standard con obiettivo sotto i 140 mmHg. È importante però considerare anche i possibili effetti indesiderati e gestirli con cura.

Autore articolo originale: 👨‍⚕️ Rossella Vastarella

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