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Articolo per pazienti Pubblicato: 10/12/2015 Lettura: ~3 min

Un caso da «far girar la testa»

Fonte
Caso clinico tratto da una discussione medica su un paziente con vertigini e aritmie cardiache, con esami diagnostici e opzioni terapeutiche valutate da specialisti.

Autore articolo originale:👨‍⚕️ Claudio Ferri Aggiornato il 04/02/2026

Informazioni rapide
Contenuti derivati da testi redatti da Medici specialisti in ambito cardiovascolare, adattati usando un linguaggio semplice per aiutarti a capire meglio la tua salute
Categoria: 926 Sezione: 17

Introduzione

Questo caso riguarda un uomo di 72 anni che ha iniziato a sentire vertigini e battiti cardiaci irregolari. Attraverso una serie di esami medici, si è cercato di capire la causa di questi sintomi e come affrontarli nel modo migliore. Scopriamo insieme i passaggi principali di questa valutazione.

Chi è Ottavio e quali sono i suoi sintomi

Ottavio ha 72 anni ed è un commerciante in pensione. Soffre di colesterolo alto e pressione alta, per cui assume diversi farmaci. Da circa 5 giorni, ha iniziato a sentire vertigini soprattutto quando si alza da seduto e una sensazione di cuore che batte forte (cardiopalmo).

Primi controlli e risultati

  • Al pronto soccorso, gli esami per verificare un danno al cuore (marcatori di miocardiocitonecrosi) erano normali.
  • L'esame neurologico non mostrava problemi evidenti.
  • La pressione arteriosa e la frequenza cardiaca erano nella norma sia da sdraiato che da in piedi.
  • Era presente un soffio alle carotidi, cioè un suono anomalo causato dal passaggio del sangue nelle arterie del collo.
  • Altri controlli cardiaci, polmonari e addominali non evidenziavano problemi.
  • Un esperto dell'orecchio e della gola (ORL) ha escluso malattie di sua competenza.
  • Gli esami del sangue di routine erano nella norma.
  • L'elettrocardiogramma (ECG) mostrava un ritmo cardiaco normale ma con alcune anomalie, come un blocco di conduzione e battiti irregolari.

Indagini successive suggerite

Per approfondire la causa dei sintomi, è stato consigliato di eseguire:

  • Un ecocolor-Doppler dei tronchi sovra-aortici: un esame che valuta il flusso sanguigno nelle arterie del collo.
  • Un monitoraggio continuo del cuore (Holter ECG) per registrare il ritmo cardiaco per 24 ore o più.
  • Se questi esami non mostrano nulla, si può pensare a una risonanza magnetica (RMN) del cervello per cercare eventuali problemi vascolari o neurologici.

Risultati degli esami approfonditi

  • L'ecocolor-Doppler ha mostrato la presenza di placche calcificate nelle arterie del collo, con una stenosi (restringimento) del 50% su un lato.
  • L'Holter ECG ha rilevato un ritmo cardiaco normale con alcuni battiti irregolari e due episodi di fibrillazione atriale parossistica, cioè un'aritmia che si presenta e scompare spontaneamente.
  • L'ecocardiogramma ha evidenziato un leggero ispessimento del muscolo cardiaco e una dilatazione di una parte del cuore, ma la funzione generale era conservata.
  • Il controllo della pressione arteriosa con un monitoraggio di 24 ore ha mostrato valori leggermente elevati, soprattutto durante il giorno.

Modifiche alla terapia

In base ai risultati, il medico ha deciso di:

  • Integrare la terapia con un farmaco anticoagulante (rivaroxaban) per prevenire la formazione di coaguli dovuti alla fibrillazione atriale.
  • Aumentare la dose di ramipril, un farmaco per la pressione, per migliorare il controllo della pressione arteriosa.

Ulteriori considerazioni terapeutiche

È stato suggerito di aggiungere un farmaco per controllare la frequenza cardiaca, preferibilmente un β-bloccante. Questo tipo di farmaco aiuta a mantenere il cuore a un ritmo regolare e può anche contribuire a migliorare la pressione arteriosa. Inoltre, è importante programmare esami di controllo come l'ecocardiogramma e l'Holter ECG per monitorare la situazione nel tempo.

In conclusione

Il caso di Ottavio mostra come, in presenza di vertigini e battiti cardiaci irregolari, sia fondamentale eseguire una serie di esami per identificare eventuali problemi cardiaci e vascolari. La diagnosi di fibrillazione atriale parossistica e la presenza di placche nelle arterie del collo hanno portato a modifiche della terapia per prevenire complicazioni e migliorare i sintomi. Il controllo continuo e l'adattamento della cura sono essenziali per una gestione efficace.

Autore articolo originale: 👨‍⚕️ Claudio Ferri

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