Che cosa è stato studiato
Lo studio ha confrontato due gruppi di pazienti con stenosi dell'arteria renale, cioè un restringimento che può ridurre il flusso di sangue ai reni:
- chi ha ricevuto un im impianto di stent insieme alla terapia medica,
- chi ha seguito solo la terapia medica senza stent.
Lo scopo era capire se mettere uno stent migliorasse la salute, soprattutto in pazienti con:
- pressione arteriosa molto alta,
- stenosi molto grave,
- o un grande differenziale di pressione attraverso la lesione (cioè la differenza di pressione prima e dopo il restringimento).
Come è stato condotto lo studio
I ricercatori hanno analizzato i dati di 497 pazienti con ipertensione o malattia renale cronica, partecipanti al trial chiamato CORAL. Hanno esaminato se alcuni gruppi di pazienti con caratteristiche particolari (come la gravità della stenosi o la pressione arteriosa) avessero beneficiato maggiormente dall'impianto dello stent.
Risultati principali
Dalle analisi è emerso che non c'è stata alcuna relazione significativa tra:
- la gravità del restringimento delle arterie,
- il livello della pressione arteriosa sistolica (la pressione massima durante il battito),
- il gradiente di pressione attraverso la lesione,
e i miglioramenti clinici ottenuti con lo stent rispetto alla sola terapia medica.
In altre parole, mettere uno stent non ha mostrato benefici evidenti nemmeno nei pazienti con stenosi molto grave o pressione alta particolarmente elevata.
In conclusione
Dai dati del trial CORAL risulta che l'impianto di stent nelle arterie renali non offre un vantaggio significativo rispetto alla sola terapia medica, indipendentemente dalla gravità del restringimento o dai livelli di pressione arteriosa. Questo significa che, secondo le attuali conoscenze, lo stent non migliora la prognosi in questi casi.