CardioLink Salute • Contenuti informativi per pazienti
Articolo per pazienti Pubblicato: 11/12/2015 Lettura: ~2 min

Uno “Sprint” storico

Fonte
Studio SPRINT presentato all'AHA 2015 e pubblicato sul New England Journal of Medicine; ACCORDION trial e commenti di esperti nel campo dell'ipertensione e delle malattie cardiovascolari.

Aggiornato il 04/02/2026

Informazioni rapide
Contenuti derivati da testi redatti da Medici specialisti in ambito cardiovascolare, adattati usando un linguaggio semplice per aiutarti a capire meglio la tua salute
Categoria: 1157 Sezione: 2

Introduzione

Lo studio SPRINT ha portato a importanti novità nel modo di gestire la pressione alta, mostrando che abbassare la pressione sistolica a valori più bassi può ridurre il rischio di problemi cardiaci e mortalità. Questo risultato ha suscitato molto interesse e discussioni, soprattutto riguardo ai pazienti con diabete.

Che cos'è lo studio SPRINT

Lo studio SPRINT (Systolic Blood Pressure Intervention Trial) ha coinvolto oltre 9.000 persone con pressione alta, ma senza diabete, per valutare se abbassare la pressione arteriosa sistolica (il numero più alto nella misurazione della pressione) a meno di 120 mmHg fosse più efficace rispetto al tradizionale obiettivo di 140 mmHg.

Risultati principali

  • Abbassare la pressione a meno di 120 mmHg ha ridotto del 25% il rischio di eventi gravi come infarto, ictus, scompenso cardiaco e morte per cause cardiovascolari.
  • La mortalità per tutte le cause è diminuita del 27% nel gruppo con pressione più bassa.
  • La mortalità per cause cardiovascolari è diminuita del 43%.

Tuttavia, nel gruppo con pressione più bassa sono stati osservati più effetti collaterali, come ipotensione (pressione troppo bassa), sincope (svenimenti), danno renale e problemi legati ai farmaci usati.

Implicazioni e discussioni

Gli esperti sottolineano che, pur con alcuni rischi, i benefici di mantenere la pressione più bassa sono superiori. Questo potrebbe portare a modifiche nelle linee guida per il trattamento dell'ipertensione.

Lo studio ha però escluso pazienti con diabete, lasciando aperta la domanda su quale sia il miglior obiettivo pressorio per loro.

Il caso dei pazienti diabetici

Un altro studio, l'ACCORDION, ha seguito pazienti diabetici per più tempo e ha mostrato che abbassare intensamente la pressione può portare a benefici, anche se non sempre in modo significativo nel breve termine.

Gli esperti suggeriscono che i pazienti diabetici potrebbero comunque beneficiare di un controllo della pressione più stretto, vicino a 130 mmHg, senza differenze sostanziali rispetto ai non diabetici.

Considerazioni finali

  • Raggiungere target di pressione più bassi richiede spesso più farmaci e controlli frequenti.
  • Non tutti i pazienti possono essere trattati allo stesso modo, e serve attenzione ai possibili effetti collaterali.
  • Le linee guida future probabilmente terranno conto di questi nuovi dati per migliorare la cura dei pazienti con pressione alta.

In conclusione

Lo studio SPRINT ha mostrato che abbassare la pressione arteriosa sistolica a meno di 120 mmHg può ridurre significativamente il rischio di eventi cardiaci e mortalità in pazienti ad alto rischio, anche se con un aumento di alcuni effetti collaterali. Per i pazienti diabetici, i dati sono meno chiari ma indicano che un controllo più stretto della pressione può essere vantaggioso. Questi risultati stanno influenzando il modo in cui si pensa al trattamento dell'ipertensione e potrebbero portare a nuove raccomandazioni per mantenere la pressione più bassa possibile in molti pazienti.

Conversazione interattiva sul contenuto

discussione medico-scientifica con genIA