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Articolo per pazienti Pubblicato: 11/12/2015 Lettura: ~3 min

Oltre le Colonne d’Ercole: nuove possibilità per lo scompenso cardiaco avanzato

Fonte
Dati e informazioni presentati durante il 49° congresso di Cardiologia 2015, Milano, e dati del Ministero della Salute italiana.

Aggiornato il 04/02/2026

Informazioni rapide
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Introduzione

Lo scompenso cardiaco avanzato è una condizione complessa che richiede un approccio attento e multidisciplinare. Oltre ai trattamenti medici tradizionali, esistono nuove opzioni terapeutiche che possono migliorare la qualità della vita e la gestione di questa malattia. È importante conoscere queste possibilità per offrire ai pazienti le cure più adatte.

Il lavoro di squadra nella cura dello scompenso cardiaco avanzato

Durante il congresso di Cardiologia del 2015 a Milano, è stato sottolineato quanto sia fondamentale il lavoro in team per la cura dei pazienti con scompenso cardiaco avanzato. Questo significa che medici di diverse specialità, come cardiologi, cardiochirurghi e anestesisti, collaborano insieme unendo le loro competenze specifiche per offrire le migliori cure possibili.

Il concetto di Heart Team è ormai presente nelle linee guida e nella pratica clinica quotidiana, soprattutto per gestire nuove tecniche meno invasive o per migliorare quelle già esistenti. Questo lavoro di squadra è particolarmente importante per i pazienti più complessi, che, nonostante le terapie mediche ottimizzate, possono peggiorare a causa della durata della malattia, dell’età o di altre malattie associate.

Monitoraggio e gestione dei pazienti

La gestione di questi pazienti richiede un controllo regolare e attento durante le visite ambulatoriali. Se le condizioni peggiorano, è importante che il cardiologo invii il paziente a un centro specializzato, dove si possono valutare ulteriori strategie terapeutiche, anche meno convenzionali o meno invasive.

Ad oggi, l’unica terapia in grado di curare definitivamente la malattia cardiaca è il trapianto di cuore. Tuttavia, la disponibilità di organi è limitata, e quindi questa opzione è riservata a pochi pazienti molto critici. Nel 2014 in Italia sono stati eseguiti 226 trapianti, ma solo circa il 65% delle persone in lista d’attesa ha ricevuto un cuore. Durante l’attesa, la mortalità annua è dell’8-9%.

Nuove terapie di supporto

Un’importante novità è rappresentata dai dispositivi di assistenza ventricolare sinistra (LVAD), che aiutano il cuore a pompare il sangue. Questi dispositivi possono essere usati in attesa del trapianto (Bridge To Transplant) o come terapia definitiva quando il trapianto non è possibile (Destination Therapy).

Dati raccolti dall’Ospedale Niguarda di Milano mostrano che i pazienti con LVAD in attesa di trapianto hanno una sopravvivenza ad un anno del 95%. Tuttavia, queste terapie chirurgiche rimangono adatte solo a pazienti con specifiche caratteristiche cliniche.

Approcci meno invasivi: il Mitraclip

Un’altra novità è l’uso del Mitraclip, una procedura per via percutanea (cioè senza aprire il torace) che corregge l’insufficienza mitralica, un problema che spesso accompagna lo scompenso cardiaco avanzato.

I dati finora disponibili, anche se limitati a piccoli gruppi di pazienti, mostrano che questa procedura può migliorare la capacità di fare esercizio e ridurre il numero di ricoveri per peggioramento dello scompenso nei sei mesi successivi. Non è però ancora chiaro se possa ridurre la mortalità o migliorare la funzione cardiaca a lungo termine.

Questi risultati sono importanti perché migliorare la qualità della vita e ridurre i ricoveri è un obiettivo fondamentale sia per i pazienti che per il sistema sanitario.

Il ruolo del cardiologo curante

Nonostante le nuove opzioni terapeutiche, la cura del paziente deve sempre essere guidata dal cardiologo di riferimento. È lui che conosce meglio la storia clinica del paziente, gestisce i controlli e decide quando è il momento di rivolgersi a centri specializzati per valutare altre strategie.

In conclusione

Per i pazienti con scompenso cardiaco avanzato esistono oggi diverse possibilità oltre alla terapia medica, che possono migliorare la qualità della vita e la gestione della malattia. Il lavoro di squadra tra specialisti e il monitoraggio attento sono fondamentali per scegliere il trattamento più adatto. Nuove tecniche meno invasive, come il Mitraclip, e dispositivi di assistenza cardiaca rappresentano importanti strumenti per superare i limiti delle cure tradizionali e offrire speranza anche a chi ha una condizione complessa.

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