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Articolo per pazienti Pubblicato: 14/12/2015 Lettura: ~2 min

Isosorbide mononitrato nei pazienti con scompenso cardiaco a frazione d'eiezione preservata

Fonte
N Engl J Med 2015; 373:2314-2324 December 10, 2015 DOI: 10.1056/NEJMoa1510774.

Autore articolo originale:👨‍⚕️ Rossella Vastarella Aggiornato il 04/02/2026

Informazioni rapide
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Categoria: 919 Sezione: 7

Introduzione

L'isosorbide mononitrato è un farmaco spesso usato per aiutare i pazienti con insufficienza cardiaca a migliorare la loro capacità di svolgere attività quotidiane. Questo studio ha valutato se questo medicinale è davvero efficace in persone con una forma specifica di insufficienza cardiaca chiamata "a frazione d'eiezione preservata".

Che cosa significa insufficienza cardiaca a frazione d'eiezione preservata

In questa condizione, il cuore ha difficoltà a pompare il sangue in modo efficiente, anche se la capacità di contrazione (chiamata frazione d'eiezione) è normale o quasi normale.

Lo studio e il suo scopo

Lo studio ha coinvolto 110 pazienti con questa forma di insufficienza cardiaca. I partecipanti hanno ricevuto per 6 settimane l'isosorbide mononitrato, aumentando gradualmente la dose da 30 mg a 120 mg al giorno, oppure un placebo (una pillola senza principio attivo). Dopo queste 6 settimane, i gruppi sono stati scambiati (crossover) per altri 6 settimane.

Come è stata misurata l'attività

L'attività quotidiana è stata valutata usando un accelerometro, un dispositivo che misura i movimenti e registra quanto si muovono i pazienti durante il giorno.

Risultati principali

  • Con la dose più alta di isosorbide mononitrato (120 mg), i pazienti hanno mostrato una tendenza a muoversi meno rispetto a quando assumevano il placebo, anche se questa differenza non è risultata statisticamente significativa.
  • È stata invece osservata una riduzione significativa nelle ore di attività giornaliera con il farmaco rispetto al placebo.
  • Durante tutto il periodo di trattamento, l'attività misurata è risultata inferiore nei pazienti che assumevano isosorbide mononitrato rispetto a quelli con placebo.
  • L'attività diminuiva progressivamente con l'aumento della dose del farmaco, mentre non cambiava con il placebo.
  • Non sono state trovate differenze importanti tra i due gruppi nella distanza percorsa nel test del cammino di 6 minuti, nella qualità della vita o nei livelli di un marcatore nel sangue chiamato NT-proBNP, che indica la gravità dell'insufficienza cardiaca.

In conclusione

In questo studio, l'uso di isosorbide mononitrato in pazienti con insufficienza cardiaca a frazione d'eiezione preservata non ha migliorato l'attività quotidiana. Anzi, è stata osservata una leggera riduzione del movimento e delle ore di attività durante il trattamento con il farmaco, senza benefici evidenti sulla qualità della vita o su altri parametri di salute.

Autore articolo originale: 👨‍⚕️ Rossella Vastarella

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