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Articolo per pazienti Pubblicato: 14/01/2025 Lettura: ~2 min

Trattamento del fenomeno del “no-reflow” nell’infarto STEMI: fibrinolisi a basso dosaggio durante l’angioplastica primaria

Fonte
Pelliccia F, Niccoli G, Zimarino M, et al. Rev Cardiovasc Med. 2023 Dec 25;24(12):365. doi: 10.31083/j.rcm2412365. PMID: 39077094; PMCID: PMC11272854.

Autore articolo originale:👨‍⚕️ Domenico Mario Giamundo Aggiornato il 31/01/2026

Informazioni rapide
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Categoria: 907 Sezione: 7

Introduzione

Quando si verifica un infarto miocardico con una particolare alterazione dell’elettrocardiogramma chiamata STEMI, il trattamento principale consiste nell’aprire rapidamente l’arteria bloccata con un intervento chiamato angioplastica primaria. Tuttavia, in alcuni casi, nonostante l’arteria venga aperta, il flusso di sangue nel cuore non migliora come previsto. Questo fenomeno si chiama “no-reflow”. In questo testo spieghiamo cosa significa e quali sono le strategie attuali, compresa una nuova opzione terapeutica promettente.

Che cos’è il fenomeno del “no-reflow”

Durante l’infarto STEMI, l’arteria coronaria si blocca a causa di un coagulo o di materiale proveniente da placche di grasso nelle pareti delle arterie. L’angioplastica primaria (PCI) serve ad aprire questa arteria per far tornare il sangue a scorrere nel cuore.

Tuttavia, in alcuni pazienti, anche se l’arteria principale viene aperta, il sangue non riesce a passare bene nei piccoli vasi del cuore. Questo si chiama fenomeno del no-reflow. Succede perché piccoli frammenti di coaguli o placche si staccano e bloccano i vasi più piccoli, impedendo al sangue di raggiungere correttamente il muscolo cardiaco.

Come si tratta il no-reflow

Attualmente non esiste un consenso chiaro su quale sia il modo migliore per prevenire o curare il no-reflow. I cardiologi spesso usano farmaci che aiutano a dilatare i vasi o a prevenire la formazione di coaguli, come:

  • adenosina somministrata direttamente nell’arteria;
  • farmaci calcio-antagonisti;
  • nicorandil;
  • nitroprussiato;
  • inibitori della glicoproteina IIb/IIIa, che bloccano l’aggregazione delle piastrine.

Questi trattamenti migliorano il flusso sanguigno solo in alcuni pazienti che presentano il problema del no-reflow.

Una nuova possibilità: la fibrinolisi a basso dosaggio durante l’angioplastica

Una strategia recente e innovativa è l’uso di un trattamento chiamato fibrinolisi a basso dosaggio durante l’angioplastica primaria. La fibrinolisi è un metodo che aiuta a sciogliere i coaguli di sangue.

Questa tecnica potrebbe aumentare il flusso di sangue nel cuore dopo aver aperto l’arteria principale, migliorando la riperfusione del muscolo cardiaco e potenzialmente riducendo i danni causati dall’infarto.

In conclusione

Il fenomeno del no-reflow è una condizione in cui, nonostante l’apertura dell’arteria bloccata durante un infarto STEMI, il sangue non riesce a raggiungere bene il cuore a causa di ostruzioni nei piccoli vasi. Attualmente non esiste un trattamento standard condiviso, ma si stanno studiando nuove terapie, come la fibrinolisi a basso dosaggio durante l’angioplastica, che potrebbero migliorare il flusso sanguigno e la guarigione del cuore.

Autore articolo originale: 👨‍⚕️ Domenico Mario Giamundo

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