CardioLink Salute • Contenuti informativi per pazienti
Articolo per pazienti Pubblicato: 20/01/2016 Lettura: ~3 min

Studio SPRINT: abbassare molto la pressione arteriosa fa bene, ma con cautela

Fonte
Studio SPRINT pubblicato sul New England Journal of Medicine (NEJM) nel 2015, condotto su oltre 9.300 pazienti negli USA e a Puerto Rico, finanziato dai National Institutes of Health americani.

Autore articolo originale:👨‍⚕️ Andrea Ungar Aggiornato il 04/02/2026

Informazioni rapide
Contenuti derivati da testi redatti da Medici specialisti in ambito cardiovascolare, adattati usando un linguaggio semplice per aiutarti a capire meglio la tua salute
Categoria: 1103 Sezione: 32

Introduzione

Lo studio SPRINT ha mostrato che abbassare la pressione arteriosa in modo più deciso può ridurre il rischio di malattie cardiache e la mortalità. Tuttavia, è importante capire bene i risultati e i possibili effetti collaterali prima di cambiare il modo in cui si cura l’ipertensione.

Che cos'è lo studio SPRINT

Lo studio SPRINT (Systolic Blood Pressure Intervention Trial) è stato un grande studio condotto negli Stati Uniti e a Puerto Rico su oltre 9.300 persone di almeno 50 anni con pressione alta. Lo scopo era capire se abbassare la pressione arteriosa sistolica (il numero più alto nella misurazione della pressione) a valori molto più bassi rispetto a quelli raccomandati potesse ridurre malattie e mortalità.

Cosa è stato fatto nello studio

  • I partecipanti sono stati divisi in due gruppi: uno con un obiettivo di pressione sistolica inferiore a 140 mmHg (valore standard) e uno con un obiettivo più basso, sotto i 120 mmHg.
  • Il gruppo con target a 140 mmHg ha ricevuto in media due farmaci per abbassare la pressione.
  • Il gruppo con target a 120 mmHg ha ricevuto in media tre farmaci, quindi un trattamento più intenso.

Risultati principali

  • Dopo circa 3 anni, il gruppo con trattamento più aggressivo ha avuto una pressione media di 121,4 mmHg, mentre l'altro gruppo era a 136,2 mmHg.
  • Il gruppo con pressione più bassa ha mostrato una riduzione di circa un terzo degli eventi cardiovascolari gravi (come infarto, ictus e morte) rispetto all'altro gruppo.
  • La mortalità generale era significativamente più bassa nel gruppo con trattamento intensivo.
  • Non si è però osservata una riduzione significativa di infarti e ictus nel gruppo con pressione più bassa.
  • È stata invece molto ridotta l’incidenza di scompenso cardiaco (una condizione in cui il cuore fatica a pompare il sangue).

Effetti collaterali e precauzioni

  • Il gruppo con trattamento più aggressivo ha avuto più effetti collaterali importanti, come pressione troppo bassa (ipotensione), svenimenti (sincope), alterazioni degli elettroliti e problemi renali.
  • Lo studio ha escluso persone con diabete, ictus precedente o altre condizioni specifiche, quindi i risultati potrebbero non valere per tutti.
  • È importante considerare che nella vita reale, fuori dallo studio, gli effetti collaterali potrebbero essere più frequenti o gravi.

Discussione e considerazioni

I risultati dello studio SPRINT sono molto importanti e aprono nuove riflessioni su quale sia il valore ideale di pressione da raggiungere con il trattamento. Negli ultimi anni le raccomandazioni sono cambiate più volte, perché abbassare troppo la pressione potrebbe, in alcuni casi, aumentare il rischio di problemi invece di ridurlo.

Lo studio ha dimostrato che un trattamento più aggressivo può essere utile in persone ad alto rischio cardiovascolare ma senza diabete, ma bisogna sempre valutare con attenzione i possibili rischi.

La comunità scientifica sta ancora discutendo questi risultati e si attendono ulteriori studi e analisi per capire meglio come applicarli nella pratica quotidiana.

In conclusione

Lo studio SPRINT mostra che abbassare la pressione arteriosa a livelli più bassi di quelli tradizionalmente consigliati può ridurre il rischio di malattie cardiache e mortalità in persone con ipertensione. Tuttavia, questo trattamento più intenso può causare effetti collaterali importanti. Per questo motivo, è fondamentale valutare con attenzione ogni caso e attendere ulteriori conferme scientifiche prima di modificare i trattamenti abituali.

Autore articolo originale: 👨‍⚕️ Andrea Ungar

Conversazione interattiva sul contenuto

discussione medico-scientifica con genIA