Che cos'è stato studiato
Gli studiosi hanno raccolto dati da tre grandi registri nazionali per trovare persone con fibrillazione atriale non valvolare, una condizione in cui il cuore batte in modo irregolare. Queste persone sono state divise in due gruppi: chi usava i beta bloccanti e chi no. Inoltre, si è tenuto conto se avevano o meno scompenso cardiaco, una condizione in cui il cuore fatica a pompare il sangue in modo efficace.
Cosa è stato osservato
Lo studio ha seguito i pazienti per almeno 5 anni per vedere quante persone sono morte per qualsiasi causa e quante hanno avuto eventi gravi come trombi (coaguli di sangue) che possono causare problemi seri.
Risultati principali
- Su 205.174 pazienti, 39.741 avevano anche scompenso cardiaco.
- Nei pazienti con scompenso cardiaco, chi assumeva beta bloccanti aveva un rischio di morte ridotto del 25% rispetto a chi non li assumeva.
- Nei pazienti senza scompenso cardiaco, il rischio di morte era ridotto del 22% con l'uso di beta bloccanti.
Questi risultati mostrano che i beta bloccanti sono associati a una diminuzione della mortalità in entrambi i gruppi di pazienti.
In conclusione
L'uso di beta bloccanti può aiutare a ridurre il rischio di morte nelle persone con fibrillazione atriale, sia che abbiano o meno uno scompenso cardiaco. Questo studio ha seguito un grande numero di pazienti per molti anni, confermando l'importanza di questi farmaci in queste condizioni.