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Articolo per pazienti Pubblicato: 27/01/2025 Lettura: ~2 min

Confronto tra pazienti con scompenso cardiaco a frazione d’eiezione preservata con e senza problemi renali

Fonte
Matsushita K, Harada K, Kohno T, et al. Minerva Cardiol Angiol. 2024 Dec;72(6):615-624. doi: 10.23736/S2724-5683.24.06510-4. Epub 2024 May 23. PMID: 38783779.

Autore articolo originale:👨‍⚕️ Domenico Mario Giamundo Aggiornato il 31/01/2026

Informazioni rapide
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Categoria: 907 Sezione: 7

Introduzione

Questo testo spiega uno studio che ha analizzato le differenze tra pazienti con un tipo di scompenso cardiaco chiamato a frazione d’eiezione preservata, distinguendo chi ha anche problemi ai reni da chi no. L’obiettivo è capire meglio le caratteristiche e i fattori che influenzano la prognosi di questi pazienti, in modo chiaro e semplice.

Che cos’è lo scompenso cardiaco a frazione d’eiezione preservata (HFpEF)

Lo scompenso cardiaco a frazione d’eiezione preservata è una condizione in cui il cuore ha difficoltà a pompare il sangue in modo efficace, anche se la capacità di contrazione del cuore (chiamata frazione d’eiezione) è normale o quasi normale.

Il ruolo della funzione renale

In questo studio, è stata considerata la presenza o meno di disfunzione renale, cioè un problema ai reni che si valuta con un esame chiamato velocità di filtrazione glomerulare stimata (eGFR). Se questo valore è inferiore a 60 mL/min per 1,73 m2, si parla di disfunzione renale.

Come è stato condotto lo studio

Lo studio ha analizzato 5.867 pazienti con scompenso cardiaco HFpEF acuto, raccolti in più centri. Tra questi, il 68% aveva anche disfunzione renale.

Principali risultati

  • La mortalità durante il ricovero in ospedale era più alta nei pazienti con problemi renali rispetto a quelli senza.
  • Nei pazienti con disfunzione renale, i fattori che influenzavano maggiormente il rischio di morte erano:
  • età (più si invecchia, maggiore il rischio);
  • pressione sanguigna sistolica (la pressione quando il cuore si contrae); valori più bassi erano associati a un rischio maggiore;
  • valore dell’eGFR (una funzione renale migliore era collegata a un rischio minore);
  • livelli di proteina C-reattiva (un indicatore di infiammazione nel corpo); valori più alti indicavano un rischio maggiore;
  • uso di alcuni farmaci come diuretici, ACE-inibitori o bloccanti dei recettori dell’angiotensina II, e beta-bloccanti, che erano associati a un rischio minore.
  • Nei pazienti senza disfunzione renale, i fattori importanti erano l’età, la pressione sanguigna sistolica e l’uso di ACE-inibitori o bloccanti dei recettori dell’angiotensina II.

Differenze tra i due gruppi

Lo studio ha mostrato che ci sono differenze significative nelle caratteristiche cliniche e nei fattori che influenzano la prognosi tra pazienti con e senza problemi renali, come ad esempio i livelli di proteina C-reattiva e l’effetto dei beta-bloccanti.

In conclusione

Lo scompenso cardiaco a frazione d’eiezione preservata può presentarsi in modo diverso a seconda della presenza o meno di problemi renali. I pazienti con disfunzione renale hanno un rischio più alto di mortalità durante il ricovero e mostrano fattori prognostici diversi rispetto a chi non ha problemi ai reni. Questi risultati aiutano a comprendere meglio le diverse forme di questa malattia e a considerare con attenzione i fattori che possono influenzare l’andamento della malattia.

Autore articolo originale: 👨‍⚕️ Domenico Mario Giamundo

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