CardioLink Salute • Contenuti informativi per pazienti
Articolo per pazienti Pubblicato: 10/03/2016 Lettura: ~2 min

L’uso della digossina alla dimissione dopo un ricovero per insufficienza cardiaca è in diminuzione

Fonte
JACC Heart Fail 2016; DOI:10.1016/j.jchf.2015.12.003 - Nish Patel, MD.

Autore articolo originale:👨‍⚕️ Dott. Giuseppe Marazzi Aggiornato il 04/02/2026

Informazioni rapide
Contenuti derivati da testi redatti da Medici specialisti in ambito cardiovascolare, adattati usando un linguaggio semplice per aiutarti a capire meglio la tua salute
Categoria: 919 Sezione: 7

Introduzione

La digossina è un farmaco usato per trattare alcuni tipi di insufficienza cardiaca. Negli ultimi anni, il suo utilizzo al momento della dimissione dall’ospedale è diminuito in modo significativo. Questo cambiamento riguarda soprattutto i pazienti con una forma specifica di insufficienza cardiaca chiamata con frazione di eiezione ridotta.

Che cos’è la digossina e quando si usa

La digossina è un medicinale che può aiutare il cuore a lavorare meglio in alcune persone con insufficienza cardiaca. Negli Stati Uniti, è raccomandata soprattutto per chi ha una forma di insufficienza cardiaca con frazione di eiezione ridotta (HFrEF), cioè quando il cuore pompa meno sangue del normale.

Lo studio e i suoi risultati

Un gruppo di ricercatori della University of Miami ha analizzato i dati di oltre 255.000 pazienti ricoverati per insufficienza cardiaca tra il 2005 e il 2014. Lo scopo era capire come è cambiato nel tempo l’uso della digossina quando i pazienti venivano dimessi dall’ospedale.

  • Tra i pazienti con frazione di eiezione ridotta (HFrEF), meno di un quinto (19,7%) riceveva la digossina alla dimissione.
  • Nel 2005, il 33,1% di questi pazienti riceveva la digossina, ma nel 2014 questa percentuale è scesa al 10,7%.

Fattori che influenzano l’uso della digossina

Alcune condizioni erano più comuni nei pazienti a cui veniva prescritta la digossina:

  • Fibrillazione atriale: un tipo di battito cardiaco irregolare.
  • Presenza di un dispositivo impiantabile chiamato ICD, che aiuta a controllare il ritmo del cuore.
  • Malattia polmonare ostruttiva cronica, una condizione che colpisce i polmoni.
  • Diabete.
  • Età più giovane.
  • Pressione arteriosa più bassa.
  • Assenza di insufficienza renale, cioè quando i reni funzionano bene.

Uso della digossina in altre forme di insufficienza cardiaca

Per i pazienti con insufficienza cardiaca ma con frazione di eiezione normale (HFpEF) e senza fibrillazione atriale, l’uso della digossina era già basso nel 2005 (9,8%) e si è ridotto ulteriormente fino al 2,2% nel 2014.

In conclusione

L’uso della digossina alla dimissione dopo un ricovero per insufficienza cardiaca sta diminuendo nel tempo, soprattutto nei pazienti con frazione di eiezione ridotta. Questo cambiamento riflette una variazione nelle scelte terapeutiche, probabilmente legata a nuove conoscenze e linee guida. Alcuni fattori come la presenza di fibrillazione atriale o altre condizioni influenzano ancora la decisione di usare questo farmaco.

Autore articolo originale: 👨‍⚕️ Dott. Giuseppe Marazzi

Conversazione interattiva sul contenuto

discussione medico-scientifica con genIA