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Articolo per pazienti Pubblicato: 11/02/2025 Lettura: ~3 min

Il trattamento medico della cardiomiopatia ipertrofica ostruttiva: gestione delle terapie secondo le Linee Guida ESC e AHA

Fonte
Edoardo Bertero, Cattedra di Cardiologia, Università degli Studi di Genova; Linee Guida ESC 2023; Linee Guida AHA/ACC 2024; studi clinici EXPLORER-HCM, SEQUOIA-HCM, VALOR-HCM.

Autore articolo originale:👨‍⚕️ Edoardo Bertero Aggiornato il 31/01/2026

Informazioni rapide
Contenuti derivati da testi redatti da Medici specialisti in ambito cardiovascolare, adattati usando un linguaggio semplice per aiutarti a capire meglio la tua salute
Categoria: 1309 Sezione: 85

Introduzione

La cardiomiopatia ipertrofica è una malattia del cuore che può causare difficoltà nel funzionamento del muscolo cardiaco. Negli ultimi anni, sono stati sviluppati nuovi farmaci che agiscono direttamente sulle cause della malattia, offrendo nuove possibilità di trattamento. Questo testo spiega in modo semplice come funzionano questi farmaci e come vengono utilizzati secondo le più recenti raccomandazioni mediche.

Che cos’è la cardiomiopatia ipertrofica e come si cura

La cardiomiopatia ipertrofica (CMI) è una condizione in cui il muscolo del cuore si ispessisce e può ostacolare il normale flusso di sangue. Quando questa ostruzione è presente, si parla di cardiomiopatia ipertrofica ostruttiva (CMIO). La terapia medica tradizionale ha avuto progressi importanti grazie a una nuova classe di farmaci chiamati inibitori della miosina cardiaca.

Come funzionano i nuovi farmaci: mavacamten e aficamten

Questi farmaci agiscono riducendo l’eccessiva forza con cui le cellule del cuore si contraggono, che è alla base della malattia. In pratica, stabilizzano una forma di riposo della proteina miosina, diminuendo la quantità di miosina che può interagire con un’altra proteina chiamata actina. Questo porta a:

  • una riduzione della forza di contrazione del ventricolo sinistro,
  • una diminuzione dell’ostruzione al passaggio del sangue,
  • un miglioramento del rilassamento del cuore.

Le due molecole principali di questa classe sono mavacamten e aficamten. Mavacamten agisce più lentamente e rimane più a lungo nel corpo, mentre aficamten agisce più rapidamente e con meno variazioni nella risposta tra le persone.

Risultati degli studi clinici

Gli studi chiamati EXPLORER-HCM e SEQUOIA-HCM hanno dimostrato che questi farmaci migliorano i sintomi e la capacità di esercizio delle persone con CMIO. In particolare:

  • mavacamten ha mostrato benefici già dopo 4 settimane e questi sono durati anche a lungo termine,
  • aficamten ha confermato questi effetti anche in pazienti che assumevano altri farmaci specifici,
  • entrambi i farmaci hanno ridotto i marcatori nel sangue che indicano stress cardiaco e migliorato alcuni parametri ecocardiografici,
  • non hanno però modificato la fibrosi, cioè la formazione di tessuto cicatriziale nel cuore.

Profilo di sicurezza

Un possibile effetto indesiderato è la riduzione eccessiva della forza di contrazione del cuore. Tuttavia, gli studi hanno mostrato che questo rischio è basso e che, se si verifica, si risolve rapidamente con la riduzione o sospensione del farmaco. I dati confermano un buon profilo di sicurezza per entrambi i farmaci.

Indicazioni nelle Linee Guida europee e americane

Le Linee Guida europee (ESC) raccomandano l’uso di mavacamten come seconda opzione per chi ha ancora sintomi nonostante la terapia con altri farmaci. Le Linee Guida americane (AHA/ACC) suggeriscono invece l’uso degli inibitori della miosina come prima scelta dopo i farmaci tradizionali, mettendo questi farmaci allo stesso livello di altre opzioni come la disopiramide o interventi chirurgici per ridurre l’ostruzione.

Prospettive future

Attualmente, mavacamten è disponibile solo per alcuni pazienti selezionati e in attesa di una più ampia disponibilità e rimborso. Sono in corso studi per valutare l’efficacia di questi farmaci anche nelle forme di cardiomiopatia ipertrofica senza ostruzione e in pazienti più giovani. Studi su modelli animali suggeriscono che l’uso precoce di questi farmaci potrebbe prevenire lo sviluppo dei danni tipici della malattia.

In conclusione

Gli inibitori della miosina cardiaca rappresentano una nuova e promettente possibilità di trattamento per la cardiomiopatia ipertrofica ostruttiva. Migliorano i sintomi, la capacità di esercizio e la qualità di vita, con un buon profilo di sicurezza. Le più recenti Linee Guida europee e americane li hanno inseriti tra le opzioni terapeutiche raccomandate, e nuovi studi stanno esplorando ulteriori utilizzi e benefici a lungo termine.

Autore articolo originale: 👨‍⚕️ Edoardo Bertero

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