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Articolo per pazienti Pubblicato: 17/02/2025 Lettura: ~2 min

Apixaban e aspirina per prevenire l'ictus nei pazienti con fibrillazione atriale subclinica

Fonte
Shoamanesh A et al. Lancet Neurol. 2024;24(2). doi:10.1016/S1474-4422(24)00023-4.

Autore articolo originale:👨‍⚕️ Martina Chiriacò Aggiornato il 31/01/2026

Informazioni rapide
Contenuti derivati da testi redatti da Medici specialisti in ambito cardiovascolare, adattati usando un linguaggio semplice per aiutarti a capire meglio la tua salute
Categoria: 907 Sezione: 7

Introduzione

Questo testo spiega i risultati di uno studio importante che ha confrontato due farmaci usati per prevenire l'ictus in persone con una particolare forma di aritmia cardiaca chiamata fibrillazione atriale subclinica. L'obiettivo è capire quale trattamento possa essere più efficace e sicuro, soprattutto in chi ha già avuto un ictus o un episodio simile.

Che cos'è la fibrillazione atriale subclinica

La fibrillazione atriale subclinica è un tipo di aritmia cardiaca che spesso non causa sintomi evidenti e può essere scoperta solo con dispositivi medici impiantati che monitorano il cuore.

Lo studio ARTESiA

Lo studio ha coinvolto 4.012 pazienti con questa condizione. Si è confrontato l'uso di apixaban, un farmaco anticoagulante che aiuta a prevenire la formazione di coaguli, con l'aspirina, che ha un effetto più leggero sulla coagulazione del sangue.

Risultati principali

  • Nei 346 pazienti che avevano già avuto un ictus o un attacco ischemico transitorio (TIA), apixaban ha ridotto il rischio di un nuovo ictus o embolia sistemica all'1,20% all'anno, rispetto al 3,14% con aspirina.
  • Nei 3.666 pazienti senza precedenti di ictus o TIA, il rischio è stato dello 0,74% con apixaban e dell'1,07% con aspirina.
  • Dopo circa 3 anni e mezzo, la riduzione assoluta del rischio di ictus o embolia è stata del 7% nei pazienti con pregresse problematiche cerebrovascolari, mentre solo dell'1% in chi non le aveva.

Rischio di sanguinamenti

Un aspetto importante è il rischio di sanguinamenti maggiori, che è risultato più alto con apixaban (2,26% all'anno) rispetto all'aspirina (1,16% all'anno). Questo aumento del rischio è stato del 3% nei pazienti con precedenti ictus o TIA e dell'1% in quelli senza.

Cosa significa tutto questo

Apixaban può offrire un beneficio maggiore nella prevenzione di nuovi ictus o embolie in pazienti con fibrillazione atriale subclinica che hanno già avuto un ictus o un TIA. Tuttavia, è importante considerare anche il rischio più elevato di sanguinamenti associato a questo farmaco.

In conclusione

Apixaban può essere una scelta utile per prevenire l'ictus in persone con fibrillazione atriale subclinica e una storia di eventi cerebrovascolari, grazie a un beneficio più evidente rispetto all'aspirina. È però necessario valutare attentamente il bilancio tra i vantaggi e i possibili rischi di sanguinamento.

Autore articolo originale: 👨‍⚕️ Martina Chiriacò

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