Che cos'è la fibrillazione atriale subclinica
La fibrillazione atriale subclinica è un tipo di aritmia cardiaca che spesso non causa sintomi evidenti e può essere scoperta solo con dispositivi medici impiantati che monitorano il cuore.
Lo studio ARTESiA
Lo studio ha coinvolto 4.012 pazienti con questa condizione. Si è confrontato l'uso di apixaban, un farmaco anticoagulante che aiuta a prevenire la formazione di coaguli, con l'aspirina, che ha un effetto più leggero sulla coagulazione del sangue.
Risultati principali
- Nei 346 pazienti che avevano già avuto un ictus o un attacco ischemico transitorio (TIA), apixaban ha ridotto il rischio di un nuovo ictus o embolia sistemica all'1,20% all'anno, rispetto al 3,14% con aspirina.
- Nei 3.666 pazienti senza precedenti di ictus o TIA, il rischio è stato dello 0,74% con apixaban e dell'1,07% con aspirina.
- Dopo circa 3 anni e mezzo, la riduzione assoluta del rischio di ictus o embolia è stata del 7% nei pazienti con pregresse problematiche cerebrovascolari, mentre solo dell'1% in chi non le aveva.
Rischio di sanguinamenti
Un aspetto importante è il rischio di sanguinamenti maggiori, che è risultato più alto con apixaban (2,26% all'anno) rispetto all'aspirina (1,16% all'anno). Questo aumento del rischio è stato del 3% nei pazienti con precedenti ictus o TIA e dell'1% in quelli senza.
Cosa significa tutto questo
Apixaban può offrire un beneficio maggiore nella prevenzione di nuovi ictus o embolie in pazienti con fibrillazione atriale subclinica che hanno già avuto un ictus o un TIA. Tuttavia, è importante considerare anche il rischio più elevato di sanguinamenti associato a questo farmaco.
In conclusione
Apixaban può essere una scelta utile per prevenire l'ictus in persone con fibrillazione atriale subclinica e una storia di eventi cerebrovascolari, grazie a un beneficio più evidente rispetto all'aspirina. È però necessario valutare attentamente il bilancio tra i vantaggi e i possibili rischi di sanguinamento.