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Articolo per pazienti Pubblicato: 06/04/2016 Lettura: ~2 min

Trial HOPE 3: efficacia della terapia antipertensiva nei pazienti a rischio cardiovascolare intermedio

Fonte
American College of Cardiology (ACC) 2016 Scientific Sessions.

Autore articolo originale:👨‍⚕️ Gemma Salerno Aggiornato il 04/02/2026

Informazioni rapide
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Categoria: 919 Sezione: 7

Introduzione

Questo studio ha valutato se i farmaci per abbassare la pressione sanguigna siano utili anche in persone con un rischio medio di problemi al cuore e ai vasi sanguigni. I risultati aiutano a capire meglio chi può trarre beneficio da questi trattamenti.

Che cosa è stato studiato

Il trial HOPE 3 ha coinvolto 12.705 persone di età media 65 anni, provenienti da diversi paesi e con caratteristiche diverse. Tutti avevano un rischio cardiovascolare intermedio, cioè non troppo basso ma nemmeno molto alto.

Come è stato condotto lo studio

Per 4 settimane, i partecipanti hanno ricevuto sia un farmaco per abbassare la pressione (candesartan e idroclorotiazide) sia un farmaco per abbassare il colesterolo (rosuvastatina). Poi sono stati divisi in due gruppi: uno ha continuato con il farmaco per la pressione, l'altro ha ricevuto un placebo, cioè una pillola senza principio attivo.

Il controllo è stato fatto a 6 settimane, 6 mesi e poi ogni 6 mesi, per una media di 5,6 anni.

Chi partecipava allo studio

  • Il 54% erano uomini.
  • La popolazione era mista, con persone di origine cinese, ispanica, bianca, asiatica e altre.
  • Il 38% aveva già la pressione alta.
  • La pressione media all'inizio era 138/92 mmHg, cioè leggermente alta.
  • Il colesterolo totale medio era 201 mg/dL e il colesterolo LDL (quello "cattivo") era 128 mg/dL.

Risultati principali

Nel gruppo che ha preso il farmaco per la pressione, non c'è stata una riduzione significativa degli eventi gravi come morte per problemi cardiaci, infarto o ictus rispetto al gruppo placebo (4,1% contro 4,4%).

Neanche altri problemi come insufficienza cardiaca o arresto cardiaco sono diminuiti in modo significativo.

Analisi dei sottogruppi

Quando i partecipanti sono stati divisi in base alla pressione iniziale, solo chi aveva una pressione sistolica superiore a 143,5 mmHg ha mostrato un beneficio significativo con la terapia antipertensiva.

Chi aveva valori di pressione più bassi non ha avuto un vantaggio chiaro nel ridurre il rischio di problemi cardiaci.

In conclusione

Questi risultati indicano che, in persone con rischio cardiovascolare intermedio e pressione non troppo alta, la terapia con candesartan e idroclorotiazide non riduce in modo significativo gli eventi cardiaci gravi. Il beneficio sembra esserci solo in chi ha valori di pressione più elevati.

Autore articolo originale: 👨‍⚕️ Gemma Salerno

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