Che cosa significa ipertensione e variabilità della pressione arteriosa
L'ipertensione arteriosa è una condizione in cui la pressione del sangue nelle arterie è troppo alta. È un fattore di rischio che può portare all'ictus, cioè un danno al cervello causato da problemi nella circolazione sanguigna.
La variabilità della pressione arteriosa (BPV) indica quanto la pressione sanguigna cambia tra una visita medica e l'altra. Alcuni studi hanno suggerito che una maggiore variabilità potrebbe aumentare il rischio di problemi cardiovascolari, come l'ictus, ma i risultati non sono ancora chiari.
Lo studio e i farmaci analizzati
Questo studio ha valutato se l'uso di diversi tipi di farmaci per l'ipertensione è collegato al rischio di ictus in persone di età superiore ai 65 anni. I farmaci considerati sono:
- Alfa-bloccanti
- Beta-bloccanti
- Calcio-antagonisti (due tipi: diidropiridine e non diidropiridine)
- Diuretici (tiazidici e risparmiatori di potassio)
- Inibitori dell'enzima di conversione dell'angiotensina (ACE-inibitori)
- Antagonisti del recettore dell'angiotensina II (ARB)
L'ipertensione è stata definita come pressione sistolica superiore a 140 mmHg e diastolica superiore a 90 mmHg, oppure l'uso di farmaci per abbassare la pressione.
Risultati principali dello studio
- Lo studio ha seguito 5951 persone, con un'età media di 74 anni, per circa 12 anni.
- Durante questo periodo, 273 persone hanno avuto un ictus.
- In generale, l'uso di farmaci antipertensivi non ha ridotto il rischio di ictus.
- I bloccanti del recettore dell'angiotensina (ARB) e i beta-bloccanti sono stati associati a un aumento del rischio di ictus, in particolare di ictus ischemico (causato da un blocco del flusso sanguigno al cervello).
- Questo aumento del rischio è risultato indipendente dalla media della pressione arteriosa e dalla sua variabilità nel tempo.
- La variabilità della pressione diastolica (la pressione minima tra un battito e l'altro) è stata associata a un rischio maggiore di ictus in persone con pressione sistolica tra 140 e 160 mmHg.
Cosa significa tutto questo
I risultati indicano che, in persone anziane, alcuni farmaci usati per trattare l'ipertensione possono influenzare il rischio di ictus in modo diverso. In particolare, i beta-bloccanti e gli ARB sembrano aumentare questo rischio, indipendentemente da quanto bene controllano la pressione arteriosa o dalla sua variabilità.
In conclusione
Negli anziani, i farmaci bloccanti del recettore dell'angiotensina (ARB) e i beta-bloccanti possono essere associati a un aumento del rischio di ictus, soprattutto di tipo ischemico. Questo rischio non sembra dipendere dalla pressione media o dalle variazioni della pressione arteriosa nel tempo. La variabilità della pressione arteriosa a lungo termine, invece, non appare generalmente collegata al rischio di ictus in questa popolazione.