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Articolo per pazienti Pubblicato: 04/05/2016 Lettura: ~4 min

Ipertensione nei pazienti oncologici trattati con farmaci antiangiogenetici

Fonte
Giuseppina P Dognini, Maurizio Destro, S.C. Medicina Generale, Centro per la Diagnosi e Cura dell’Ipertensione, ASST Bergamo Ovest, Treviglio (BG)

Autore articolo originale:👨‍⚕️ Maurizio Destro Aggiornato il 04/02/2026

Informazioni rapide
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Categoria: 1162 Sezione: 5

Introduzione

L'ipertensione, cioè l'aumento della pressione del sangue, è un effetto che può comparire durante l'uso di alcuni farmaci usati per trattare il cancro. Capire come gestire questa condizione è importante per garantire la sicurezza e il benessere dei pazienti oncologici durante la terapia.

Che cosa sono i farmaci antiangiogenetici?

I farmaci antiangiogenetici (AAG) sono medicine che bloccano la formazione di nuovi vasi sanguigni, un processo chiamato angiogenesi. Questo processo è importante per la crescita dei tumori, perché i nuovi vasi portano ossigeno e nutrienti alle cellule tumorali. Questi farmaci agiscono principalmente contro una sostanza chiamata VEGF (Vascular Endothelial Growth Factor), che stimola la crescita dei vasi sanguigni.

Quali farmaci sono utilizzati e per quali tumori?

  • Bevacizumab: un anticorpo che blocca il VEGF, somministrato per via endovenosa.
  • Sunitinib, sorafenib, regorafenib, axitinib, pazopanib: farmaci orali che inibiscono alcune proteine coinvolte nella crescita dei vasi sanguigni.
  • Aflibercept: un recettore solubile che cattura il VEGF, somministrato per via endovenosa.

Questi farmaci sono usati per trattare diversi tipi di tumori, tra cui quelli del colon-retto, rene, fegato, ovaio, polmone, mammella e sistema nervoso centrale.

L'ipertensione come effetto collaterale

L'ipertensione arteriosa è uno degli effetti collaterali più comuni durante la terapia con AAG, colpendo più del 40% dei pazienti. Questo aumento della pressione è considerato un "effetto di classe", cioè si verifica con tutti i farmaci di questa categoria. L'ipertensione dipende dalla dose e può comparire da pochi giorni fino a qualche settimana dopo l'inizio del trattamento. Fortunatamente, tende a scomparire quando il farmaco viene sospeso.

Perché si sviluppa l'ipertensione con gli AAG?

Le cause precise non sono ancora del tutto chiare, ma si ipotizzano alcuni meccanismi:

  • Riduzione del numero di piccoli vasi sanguigni (rarefazione vascolare).
  • Diminuzione della produzione di ossido nitrico, una sostanza che aiuta a rilassare i vasi sanguigni, causando così un aumento della costrizione.
  • Aumento di endotelina-1, una sostanza che restringe i vasi sanguigni.
  • Alterata gestione del sale da parte del corpo.

Il coinvolgimento dei sistemi nervosi e ormonali sembra meno importante in questo tipo di ipertensione.

Perché è importante trattare questa ipertensione?

  • I pazienti oncologici vivono più a lungo grazie ai nuovi trattamenti e quindi hanno un rischio cardiovascolare simile alla popolazione generale.
  • L'ipertensione può essere così grave da dover interrompere il trattamento anti-tumorale, con possibili conseguenze negative.
  • Alcuni studi suggeriscono che lo sviluppo di ipertensione durante la terapia con AAG possa indicare una risposta migliore al trattamento.
  • L'ipertensione causata dagli AAG ha caratteristiche particolari che richiedono un approccio specifico.

Come gestire i pazienti durante il trattamento con AAG?

Non esistono linee guida precise, ma si consiglia di seguire quelle per l'ipertensione nella popolazione generale. È importante:

  • Valutare il rischio cardiovascolare e la salute degli organi prima di iniziare il trattamento.
  • Monitorare la pressione arteriosa, preferibilmente con misurazioni domiciliari quotidiane, specialmente all'inizio della terapia.
  • Effettuare un controllo regolare, considerando che l'ipertensione può comparire rapidamente o dopo mesi.
  • Formare il paziente sull'automisurazione della pressione.

Alcuni pazienti mostrano variazioni significative della pressione in relazione al ciclo di assunzione del farmaco, per esempio con sunitinib che si prende per 4 settimane seguite da 2 di pausa.

Considerazioni speciali per i pazienti oncologici

  • I tumori o le metastasi possono compromettere la funzione di organi importanti per il metabolismo dei farmaci, come fegato e reni.
  • La chemioterapia o radioterapia possono aumentare la tossicità di alcuni farmaci antipertensivi.
  • Alcuni farmaci per la pressione, come verapamil e diltiazem, possono interferire con il metabolismo degli AAG e dovrebbero essere evitati.
  • Farmaci come i nitrati potrebbero aiutare a prevenire l'ipertensione, ma non è chiaro se influenzino la crescita del tumore.

Il ruolo prognostico dell'ipertensione da AAG

Studi e analisi suggeriscono che i pazienti che sviluppano ipertensione durante la terapia con AAG tendono ad avere risultati migliori, come una maggiore risposta al trattamento e una sopravvivenza più lunga. Questo rende ancora più importante il monitoraggio e la gestione attenta di questa condizione.

In conclusione

L'ipertensione indotta dai farmaci antiangiogenetici è un effetto comune e importante da riconoscere e trattare. Una valutazione accurata prima dell'inizio della terapia, un monitoraggio regolare e un approccio multidisciplinare possono migliorare la gestione di questi pazienti, contribuendo a una migliore prognosi e qualità di vita.

Autore articolo originale: 👨‍⚕️ Maurizio Destro

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