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Articolo per pazienti Pubblicato: 18/05/2016 Lettura: ~3 min

Controllo della pressione e salute negli anziani: conta di più da dove si parte o dove si arriva?

Fonte
Consensus della European Society of Hypertension (ESH) e della European Union Geriatric Medicine Society (EUGMS), 2016; American Heart Association; studi Hyvet e JATOS; altre ricerche citate nel testo.

Autore articolo originale:👨‍⚕️ Andrea Ungar Aggiornato il 04/02/2026

Informazioni rapide
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Categoria: 1103 Sezione: 32

Introduzione

L'ipertensione arteriosa, cioè la pressione alta, è molto comune negli anziani. Gestirla bene è importante per ridurre i rischi di problemi al cuore, al cervello e alla memoria. Tuttavia, il modo migliore per trattarla può variare molto da persona a persona, soprattutto in chi ha più di 65 anni. Qui spieghiamo cosa dicono gli esperti e quali aspetti considerare per un trattamento sicuro e personalizzato.

Che cos'è l'ipertensione negli anziani

L'ipertensione arteriosa (pressione alta) colpisce circa il 30% degli adulti negli Stati Uniti, ma questa percentuale supera il 70% nelle persone sopra i 65 anni. Tra gli anziani, le donne tendono ad avere più spesso la pressione alta rispetto agli uomini. Questo dato è simile anche in Europa.

Una forma comune di ipertensione negli anziani è l'ipertensione sistolica isolata, dove solo la pressione massima (detta sistolica) è alta. Questa condizione aumenta il rischio di ictus, problemi cardiaci, demenza e mortalità.

Quando e come trattare la pressione alta negli anziani

Studi hanno dimostrato che trattare l'ipertensione con farmaci riduce il rischio di eventi gravi, specialmente se la pressione sistolica è molto alta (oltre 160 mmHg). Tuttavia, per valori più bassi (oltre 140 mmHg), i benefici del trattamento non sono sempre chiari.

Per questo, le linee guida recenti suggeriscono di mantenere la pressione sistolica tra 140 e 150 mmHg negli anziani, invece di puntare a valori inferiori a 140 mmHg come in passato.

Importanza della personalizzazione del trattamento

Gli anziani sono un gruppo molto vario. Alcuni sono in buona salute e possono beneficiare di un trattamento simile a quello degli adulti più giovani, con un controllo più stretto della pressione. Altri, più fragili o con altre malattie, potrebbero subire effetti negativi da un trattamento troppo aggressivo.

Ad esempio, nei pazienti fragili, abbassare troppo la pressione può aumentare il rischio di:

  • cadute e fratture, soprattutto del femore;
  • ipotesione ortostatica (calo della pressione quando ci si alza in piedi);
  • peggioramento della memoria e delle funzioni cognitive;
  • aumento della mortalità generale.

Per questo motivo, è importante monitorare attentamente gli effetti del trattamento, soprattutto nei primi 45 giorni, quando il rischio di cadute è più alto.

Valutazione multidimensionale e ruolo del geriatra

Prima di iniziare o modificare la terapia, è fondamentale valutare lo stato fisico, funzionale e mentale dell'anziano attraverso una valutazione multidimensionale. Questo aiuta a decidere il tipo di trattamento più adatto e il target di pressione da raggiungere.

Ad esempio, in anziani con buona mobilità, la pressione alta è un fattore di rischio importante, mentre in chi ha camminata lenta e fragilità, la pressione alta può non essere più un problema principale e il trattamento deve essere più cauto.

Risultati di studi importanti

Lo studio Hyvet ha mostrato che trattare la pressione negli ultraottantenni con farmaci può ridurre ictus, insufficienza cardiaca e mortalità, ma questo vale per pazienti selezionati, non troppo fragili.

Al contrario, ricerche recenti indicano che valori troppo bassi di pressione sistolica durante il giorno possono essere associati a un peggioramento cognitivo in pazienti anziani già con problemi di memoria.

Indicazioni pratiche per la terapia

  • Iniziare il trattamento farmacologico precocemente in caso di ipertensione sistolica isolata, per ridurre eventi cardiovascolari;
  • Personalizzare la terapia in base alla salute generale e fragilità del paziente;
  • Monitorare attentamente gli effetti e i possibili effetti collaterali, soprattutto all'inizio;
  • Coinvolgere il geriatra per una valutazione completa e per decidere il miglior approccio;
  • Non puntare sempre a valori di pressione molto bassi negli anziani fragili, per evitare rischi inutili.

In conclusione

Il controllo della pressione negli anziani deve essere personalizzato e basato sulla valutazione completa dello stato di salute. Non sempre è meglio abbassare la pressione al di sotto di certi valori, soprattutto nei pazienti fragili. L'obiettivo è bilanciare i benefici del trattamento con i possibili rischi, migliorando la qualità di vita e prevenendo complicazioni.

Autore articolo originale: 👨‍⚕️ Andrea Ungar

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