La storia di Silvia
Silvia ha 57 anni, gestisce un'attività insieme al marito e conduce una vita attiva. Dopo aver avuto episodi di battito cardiaco irregolare e stanchezza intensa, il medico le ha fatto fare degli esami che hanno mostrato una fibrillazione atriale parossistica (un tipo di battito cardiaco irregolare che si presenta a episodi) e ipertensione arteriosa (pressione alta).
Le è stata prescritta una terapia per la pressione e le è stato consigliato di vedere un cardiologo per la fibrillazione atriale. Tuttavia, per motivi di lavoro e impegni, Silvia ha rimandato la visita.
Un giorno, mentre lavorava, ha iniziato a sentirsi molto stanca e ha perso la capacità di muovere la mano destra e di parlare bene. Questi sono sintomi tipici di un ictus cerebrale. È stata soccorsa e portata in ospedale, dove i medici hanno confermato la diagnosi di ictus causato dalla fibrillazione atriale.
Che cos'è la fibrillazione atriale?
La fibrillazione atriale (FA) è il disturbo del ritmo cardiaco più comune. Può aumentare il rischio di ictus fino a cinque volte. Colpisce soprattutto persone anziane, ma anche il 10-12% dei casi riguarda persone sotto i 60 anni, spesso apparentemente sane e attive.
Il rischio di avere FA durante la vita è di circa 1 su 4 per chi ha più di 40 anni. Le persone con FA hanno un rischio di morte circa doppio rispetto a chi ha un ritmo cardiaco normale.
Perché la fibrillazione atriale è pericolosa?
- La FA può causare ictus ischemico, cioè un blocco del flusso di sangue al cervello.
- Gli ictus causati dalla FA sono spesso più gravi e hanno una prognosi peggiore, con un tasso di mortalità del 30% nei primi tre mesi e almeno il 50% dei pazienti con disabilità.
- Il rischio di un secondo ictus è più alto nelle persone con FA.
- La FA aumenta anche il rischio di sanguinamenti cerebrali in caso di trattamento anticoagulante.
Questa condizione ha un impatto negativo sulla vita quotidiana e sulla spesa sanitaria.
Come si può prevenire l'ictus in chi ha la fibrillazione atriale?
La prevenzione si basa sull'uso di farmaci anticoagulanti, che aiutano a evitare la formazione di coaguli nel cuore e quindi riducono il rischio di ictus.
Per molti anni, il farmaco più usato è stato il warfarin, che però richiede controlli frequenti del sangue, aggiustamenti del dosaggio e può interagire con altri farmaci e alimenti. Inoltre, il warfarin può causare sanguinamenti, un effetto temuto sia dai medici che dai pazienti.
Negli ultimi anni sono stati introdotti i nuovi anticoagulanti orali (NAO), che sono più facili da usare e più sicuri. Tra questi, il dabigatran è l'unico che ha dimostrato di essere più efficace del warfarin nel prevenire ictus ischemici e di causare meno sanguinamenti cerebrali.
Dati importanti sui nuovi anticoagulanti
- Il dabigatran riduce il rischio di ictus ed embolia del 35% rispetto al warfarin.
- Riduce il rischio di ictus ischemico del 24% e le emorragie cerebrali del 59%.
- Uno studio a lungo termine ha confermato la sicurezza e l'efficacia del dabigatran per più di 6 anni.
- Un registro di pazienti ha mostrato che chi inizia il warfarin ha un rischio di sanguinamenti gastrointestinali e cerebrali da 1,8 a 3 volte superiore rispetto a chi usa dabigatran.
- Il dabigatran è ben accettato dai pazienti, con oltre il 75% che segue correttamente la terapia nel primo anno.
Un antidoto per maggiore sicurezza
Dal 2015 è disponibile un antidoto specifico chiamato idarucizumab, che può annullare rapidamente l'effetto anticoagulante del dabigatran in caso di emergenza, come traumi o interventi chirurgici urgenti.
Questo aumenta la sicurezza della terapia e aiuta i medici a prevenire le complicanze legate alla fibrillazione atriale.
L'importanza della prevenzione
La sicurezza nel trattamento è fondamentale, ma è altrettanto importante non dimenticare la prevenzione dell'ictus cerebrale, che può avere effetti devastanti sulla vita delle persone.
L'Organizzazione Mondiale della Sanità raccomanda l'uso di farmaci per prevenire infarto e ictus, strategie efficaci e accessibili anche in paesi con risorse limitate.
Disporre di anticoagulanti sicuri ed efficaci, insieme a un antidoto affidabile, rappresenta un passo avanti importante per migliorare la prevenzione dell'ictus nei pazienti con fibrillazione atriale.
In conclusione
La fibrillazione atriale è una condizione comune che aumenta molto il rischio di ictus cerebrale. Oggi esistono terapie efficaci e sicure per prevenire questi eventi, come i nuovi anticoagulanti orali e il loro antidoto specifico. È importante che i pazienti e i medici lavorino insieme per utilizzare al meglio queste possibilità e proteggere la salute nel modo più efficace.