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Articolo per pazienti Pubblicato: 15/06/2016 Lettura: ~2 min

Riduzione intensiva della pressione arteriosa sistolica in pazienti con emorragia cerebrale acuta

Fonte
N Engl J Med. 2016 Jun 8. Qureshi AI.

Autore articolo originale:👨‍⚕️ Stefania Zannoni Aggiornato il 04/02/2026

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Categoria: 919 Sezione: 7

Introduzione

Questo testo spiega uno studio che ha valutato come gestire la pressione arteriosa alta in persone con emorragia cerebrale acuta. L'obiettivo era capire se abbassare molto la pressione arteriosa potesse migliorare la salute di questi pazienti rispetto a una riduzione meno marcata.

Che cosa significa l'emorragia cerebrale acuta e la pressione arteriosa sistolica

L'emorragia cerebrale acuta è una situazione in cui si verifica un sanguinamento improvviso nel cervello. La pressione arteriosa sistolica è il valore più alto della pressione del sangue nelle arterie quando il cuore si contrae e spinge il sangue nel corpo. Controllare questo valore è importante per evitare ulteriori danni.

Lo studio e i gruppi di trattamento

Lo studio ha coinvolto 1000 pazienti con emorragia cerebrale di volume inferiore a 60 cm3 e con un livello di coscienza misurato da una scala chiamata Glasgow Coma Scale (GCS) di almeno 5, dove valori più bassi indicano condizioni più gravi.

I pazienti sono stati divisi in due gruppi in modo casuale:

  • Trattamento intensivo: obiettivo di pressione sistolica tra 110 e 139 mmHg.
  • Trattamento standard: obiettivo di pressione sistolica tra 140 e 179 mmHg.

Il farmaco usato per abbassare la pressione era la nicardipina, somministrata per via endovenosa entro 4,5 ore dall'inizio dei sintomi.

Risultati principali

Il risultato principale valutato era la morte o la disabilità grave a 3 mesi, misurata con una scala chiamata Rankin modificata, che va da 0 (nessun sintomo) a 6 (morte).

Nel gruppo con trattamento intensivo, il 38,7% dei pazienti ha avuto morte o disabilità grave, mentre nel gruppo standard la percentuale è stata del 37,7%. La differenza tra i due gruppi non è risultata significativa.

Eventi avversi e sicurezza

Gli effetti collaterali gravi correlati al trattamento sono stati rari e simili nei due gruppi (1,6% nel gruppo intensivo e 1,2% nel gruppo standard).

Tuttavia, il gruppo con trattamento intensivo ha avuto un numero maggiore di problemi ai reni nei primi 7 giorni (9,0% contro 4,0% nel gruppo standard), un dato importante da considerare.

In conclusione

Abbassare la pressione arteriosa sistolica a valori molto bassi (110-139 mmHg) nei pazienti con emorragia cerebrale acuta non ha mostrato benefici maggiori rispetto a un trattamento con valori più alti (140-179 mmHg). Inoltre, un abbassamento troppo marcato può aumentare il rischio di problemi ai reni.

Autore articolo originale: 👨‍⚕️ Stefania Zannoni

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