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Articolo per pazienti Pubblicato: 15/06/2016 Lettura: ~4 min

La valutazione della disautonomia cardiovascolare: parte I

Fonte
Andrea Ungar, Martina Rafanelli, Syncope Unit, Geriatria e UTIG, Università degli Studi di Firenze, Azienda Ospedaliero-Universitaria Careggi, Firenze

Autore articolo originale:👨‍⚕️ Andrea Ungar Aggiornato il 04/02/2026

Informazioni rapide
Contenuti derivati da testi redatti da Medici specialisti in ambito cardiovascolare, adattati usando un linguaggio semplice per aiutarti a capire meglio la tua salute
Categoria: 1103 Sezione: 32

Introduzione

La disautonomia cardiovascolare riguarda il funzionamento del sistema nervoso che controlla il cuore e la circolazione. È importante per capire alcuni problemi di salute, come l'ipertensione negli anziani o certe malattie neurologiche. In questo testo spieghiamo in modo semplice come si valutano alcune funzioni del cuore legate al sistema nervoso autonomo, concentrandoci in particolare sulla parte parasimpatica, che aiuta a rallentare il battito cardiaco.

Che cos'è la disautonomia cardiovascolare

La disautonomia cardiovascolare riguarda un funzionamento alterato del sistema nervoso autonomo che controlla il cuore e i vasi sanguigni. Questo sistema lavora senza che ce ne accorgiamo e regola cose come la frequenza del battito cardiaco e la pressione del sangue.

Valutare questa funzione è importante in molte malattie, ma non è semplice perché i centri nervosi coinvolti sono nascosti e non si possono studiare direttamente. Per questo si usano dei test che osservano come il cuore risponde a stimoli naturali o farmacologici.

Valutazione della funzione parasimpatica cardiaca

Variabilità della frequenza cardiaca con la respirazione profonda

Quando respiriamo profondamente, il cuore cambia leggermente la sua velocità, aumentando o diminuendo i battiti. Questa variazione è principalmente controllata dal nervo vago, che fa parte del sistema parasimpatico e aiuta a rallentare il battito cardiaco.

Per misurare questa funzione, si fa respirare lentamente e profondamente la persona mentre è sdraiata, eseguendo circa 6 cicli di respiro in un minuto. Si osserva la differenza tra la frequenza cardiaca durante l’inspirazione (quando si inspira) e l’espirazione (quando si espira).

Questa differenza diminuisce con l’età, quindi i valori normali cambiano a seconda degli anni. Ad esempio, una differenza di 14 battiti al minuto è normale tra i 10 e i 29 anni, mentre diminuisce a 7 battiti al minuto tra i 60 e i 69 anni.

Manovra di Valsalva

La manovra di Valsalva è un test che valuta sia la parte simpatica (che accelera il cuore) sia quella parasimpatica (che lo rallenta), oltre a un riflesso importante chiamato barocettivo, che aiuta a mantenere stabile la pressione del sangue.

Il test si esegue facendo inspirare profondamente la persona e poi farla espirare con forza contro un boccaglio collegato a uno strumento che misura la pressione, mantenendo questa pressione per circa 12-15 secondi.

Durante questa manovra, la pressione e la frequenza del cuore cambiano in 4 fasi:

  • Fase I: Aumento temporaneo della pressione e diminuzione del battito, dovuti alla compressione meccanica sui vasi.
  • Fase II: Calo della pressione seguito da un recupero, con aumento della frequenza cardiaca per compensare.
  • Fase III: Caduta della pressione e aumento del battito quando si interrompe lo sforzo.
  • Fase IV: Aumento della pressione sopra il livello normale, con rallentamento del battito mediato dal riflesso barocettivo.

Il parametro più usato è il Valsalva Ratio, che confronta la frequenza cardiaca più veloce con quella più lenta durante il test. Anche questo valore cambia con l’età e il sesso, con valori normali che diminuiscono leggermente negli anni.

Risposta cronotropa all’ortostatismo

Passare dalla posizione sdraiata a quella in piedi provoca uno spostamento del sangue verso le gambe e altre zone basse del corpo. Per mantenere la pressione e il flusso sanguigno al cervello, il corpo attiva risposte nervose che aumentano la frequenza cardiaca.

Questa risposta avviene in due tempi:

  • Un aumento rapido della frequenza cardiaca nei primi 3 secondi, dovuto a una riduzione dell’attività parasimpatica.
  • Un aumento più graduale nei successivi 12 secondi, dovuto a ulteriore riduzione parasimpatica e aumento dell’attività simpatica.

Dopo circa 30 secondi, frequenza e pressione tornano ai livelli normali.

Il test misura il "30:15 ratio", cioè il rapporto tra la frequenza cardiaca al 15° e al 30° secondo in piedi. Un valore normale indica una buona funzione parasimpatica; se la funzione è ridotta, questo rapporto diminuisce.

In conclusione

La valutazione della disautonomia cardiovascolare si basa su test che osservano come il cuore risponde a stimoli naturali o forzati. Questi test aiutano a capire se la parte parasimpatica del sistema nervoso, che rallenta il battito cardiaco, funziona correttamente. I principali test sono la variabilità della frequenza cardiaca con la respirazione profonda, la manovra di Valsalva e la risposta all’ortostatismo. I risultati variano con l’età e il sesso, perciò è importante interpretare i valori tenendo conto di questi fattori.

Autore articolo originale: 👨‍⚕️ Andrea Ungar

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