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Articolo per pazienti Pubblicato: 13/07/2016 Lettura: ~2 min

Beta bloccanti di nuova generazione e persistenza nella terapia dell’ipertensione

Fonte
Cardiovasc Ther 2016 May 23 (Epub ahead of print).

Aggiornato il 04/02/2026

Informazioni rapide
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Categoria: 940 Sezione: 17

Introduzione

Questo testo spiega uno studio che ha confrontato diversi tipi di farmaci beta bloccanti usati per trattare l’ipertensione, cioè la pressione alta. L’obiettivo era capire quali farmaci vengono assunti più a lungo dai pazienti, senza interruzioni, per garantire un miglior controllo della pressione.

Che cosa sono i beta bloccanti

I beta bloccanti sono farmaci usati per abbassare la pressione arteriosa e proteggere il cuore. Esistono diverse versioni di questi farmaci, alcune più recenti chiamate di nuova generazione e altre più vecchie, come l’atenololo.

Lo studio e i suoi risultati

Lo studio ha coinvolto quasi 10.000 persone con ipertensione appena diagnosticata, senza complicazioni. Questi pazienti non avevano mai preso farmaci per la pressione prima (pazienti naïve).

Si è osservato per un anno quanto a lungo i pazienti hanno continuato a prendere i farmaci prescritti, senza interromperli.

  • Il gruppo che ha usato i beta bloccanti di nuova generazione ha mostrato una maggiore persistenza nella terapia (57,35%) rispetto a chi ha preso atenololo (53,4%).
  • Il tempo medio prima di interrompere la terapia era leggermente più lungo per i farmaci di nuova generazione (circa 254 giorni) rispetto all’atenololo (circa 243 giorni).
  • In particolare, due farmaci di nuova generazione, il carvedilolo e il nebivololo, hanno mostrato un rischio più basso di interruzione della terapia.
  • Un altro beta bloccante, il betaxololo, invece, era associato a un rischio più alto di sospensione.

Cosa significa tutto questo

La persistenza in terapia è importante perché significa che i pazienti continuano a prendere il farmaco come prescritto, migliorando il controllo della pressione e la protezione del cuore.

I beta bloccanti di nuova generazione, con l’eccezione del betaxololo, sembrano aiutare i pazienti a mantenere la terapia più a lungo rispetto all’atenololo.

In conclusione

I beta bloccanti più recenti sono associati a una maggiore probabilità che i pazienti continuino il trattamento per l’ipertensione senza interruzioni, rispetto all’atenololo. Questo può contribuire a un migliore controllo della pressione arteriosa nel tempo.

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