Che cos'è lo studio DANISH
Lo studio DANISH è stato un importante studio condotto in diversi centri, che ha coinvolto circa 560 pazienti con scompenso cardiaco causato da problemi diversi dalle malattie delle arterie coronarie (non ischemico). Tutti avevano una funzione del cuore ridotta (frazione di eiezione del ventricolo sinistro ≤ 35%) e sintomi nonostante una terapia farmacologica ottimale.
I pazienti sono stati divisi in due gruppi: uno ha ricevuto solo la terapia farmacologica, mentre l'altro ha ricevuto la terapia farmacologica insieme all'impianto di un defibrillatore cardiaco (ICD). Circa il 58% dei pazienti in entrambi i gruppi ha ricevuto anche una terapia chiamata resincronizzazione cardiaca (CRT), che aiuta il cuore a battere in modo più coordinato.
Risultati principali
- Mortalità totale: dopo circa 5 anni, la mortalità per qualsiasi causa è stata simile nei due gruppi (21.6% con ICD vs 23.4% senza ICD), senza differenze statisticamente significative.
- Morte improvvisa: il rischio di morte improvvisa è stato dimezzato nei pazienti con ICD rispetto a quelli senza (4.3% vs 8.2%).
- Età e benefici: i pazienti più giovani di 68 anni hanno mostrato un beneficio maggiore dall'impianto dell'ICD, con una riduzione significativa della mortalità totale.
Effetti collaterali e rischi
- Infezioni: il rischio di infezioni legate al dispositivo era simile nei due gruppi, ma nei pazienti con solo ICD (senza CRT) il rischio di infezione era più alto rispetto ai controlli.
- Shock inappropriati: circa il 6% dei pazienti con ICD ha ricevuto shock non necessari dal dispositivo, un effetto indesiderato noto di questi apparecchi.
Implicazioni cliniche
Questi risultati suggeriscono che l'impianto di ICD in pazienti con scompenso cardiaco non ischemico deve essere valutato con attenzione, considerando l'età e il rischio individuale di morte improvvisa o per altre cause. Lo studio invita i medici a personalizzare la terapia con dispositivi, bilanciando i benefici e i possibili rischi.
In conclusione
Lo studio DANISH ha mostrato che l'impianto di defibrillatori riduce la morte improvvisa nei pazienti con scompenso cardiaco non ischemico, ma non diminuisce significativamente la mortalità totale in tutti i pazienti. Il beneficio è maggiore nei pazienti più giovani. Questi dati aiutano a scegliere meglio chi può trarre vantaggio da questo trattamento, sottolineando l'importanza di una cura personalizzata.