Che cosa ha studiato il trial PACIFIC
Molti pazienti presentano fattori di rischio per malattie del cuore e sintomi che possono far sospettare un problema alle arterie coronariche. Tuttavia, non è sempre chiaro quale esame non invasivo sia il migliore per individuare una malattia coronarica importante.
Lo studio PACIFIC, condotto su 208 pazienti, ha confrontato diversi esami non invasivi con un test invasivo chiamato Fractional Flow Reserve (FFR), che misura l’effetto delle stenosi, cioè dei restringimenti delle arterie, sul flusso di sangue al cuore.
Gli esami confrontati
- Scintigrafia miocardica (SPECT): un esame che valuta il flusso di sangue al cuore usando piccole dosi di sostanze radioattive.
- Tomografia a emissione di positroni (PET): un esame simile alla SPECT, ma con una maggiore precisione nel valutare il flusso sanguigno.
- Tomografia computerizzata (TC) delle coronarie: un esame che crea immagini dettagliate delle arterie del cuore per vedere eventuali restringimenti.
- Combinazioni ibride di PET e TC o di SPECT e TC, per avere informazioni sia sulle immagini che sul flusso sanguigno.
Risultati principali
Lo studio ha mostrato che la PET è risultata l’esame con la migliore accuratezza (85%) nel riconoscere le stenosi che influenzano realmente il flusso di sangue al cuore, confrontata con il test invasivo FFR.
La scintigrafia miocardica (SPECT) e la TC delle coronarie hanno avuto un’accuratezza leggermente inferiore, rispettivamente del 77% e del 74%, valori comunque utili ma meno precisi rispetto alla PET.
In conclusione
Lo studio PACIFIC suggerisce che, tra gli esami non invasivi, la PET è il metodo più affidabile per diagnosticare restringimenti importanti delle arterie coronariche che possono causare problemi al cuore. Altri esami come la scintigrafia e la TC sono utili ma meno precisi.