Che cos'è la fibrillazione atriale e perché è importante riconoscerla
La fibrillazione atriale (FA) è un disturbo del ritmo cardiaco che aumenta di circa cinque volte il rischio di ictus ischemico, cioè un blocco del flusso di sangue al cervello. Fortunatamente, una terapia con farmaci anticoagulanti può ridurre questo rischio di circa due terzi.
Il problema è che la FA è asintomatica nel 70-80% dei casi, cioè non provoca sintomi evidenti. Per questo motivo, non si può fare affidamento solo su ciò che riferisce il paziente per scoprirla. È necessario utilizzare metodi specifici per individuarla anche quando non si avverte nulla.
Dove e quando cercare la fibrillazione atriale
La ricerca della FA può essere fatta in due situazioni principali:
- Prevenzione primaria: per evitare il primo episodio di ictus.
- Prevenzione secondaria: per evitare che l’ictus si ripeta in chi ne ha già avuto uno.
Questo testo si concentra soprattutto sulla prevenzione secondaria, cioè sulla ricerca della FA dopo un ictus ischemico.
Perché è importante cercare la FA dopo un ictus
Dopo un ictus ischemico, molti pazienti vengono trattati con un farmaco chiamato ASA a basso dosaggio (acido acetilsalicilico). Tuttavia, se si scopre che il paziente ha la FA, è necessario passare a una terapia anticoagulante più efficace per ridurre il rischio di un nuovo ictus.
Come si può individuare la fibrillazione atriale
Per trovare la FA, sono disponibili diverse tecniche di monitoraggio del cuore, che registrano l’attività elettrica cardiaca (elettrocardiogramma o ECG). Queste tecniche variano per durata e modalità:
- ECG standard: registrazione breve, usata soprattutto in pronto soccorso.
- ECG seriati: più registrazioni fatte in momenti diversi durante la degenza ospedaliera.
- ECG Holter: monitoraggio continuo per 24 ore o più.
- Registratori di eventi esterni: dispositivi portatili che il paziente può attivare quando avverte sintomi.
- Sistemi di monitoraggio telemetrico domiciliare: dispositivi che trasmettono i dati a distanza mentre il paziente è a casa.
- Dispositivi impiantabili: piccoli apparecchi inseriti sotto la pelle che monitorano il cuore per lunghi periodi (fino a 180 giorni o più).
Quanto tempo serve per trovare la FA
Studi recenti mostrano che più a lungo si monitora il cuore, più è probabile scoprire la FA:
- Circa il 7,7% dei pazienti viene diagnosticato all’ingresso in ospedale.
- Il 12% durante la degenza.
- Il 19% entro poche settimane dopo la dimissione.
- Il 24% con monitoraggi prolungati fino a sei mesi.
Inoltre, alcuni studi hanno evidenziato che un monitoraggio molto lungo con dispositivi impiantabili può identificare casi di FA che altri metodi più brevi non riescono a scoprire.
Fattori che influenzano la diagnosi di fibrillazione atriale
Quando si confrontano i risultati di diversi studi o tecniche, è importante considerare vari fattori che possono influenzare la capacità di trovare la FA:
- Età dei pazienti: la FA è più comune nelle persone anziane.
- Durata minima dell’episodio di FA considerato significativo: alcuni studi richiedono che l’aritmia duri almeno 2 minuti, altri accettano anche pochi secondi.
- Durata del monitoraggio: monitoraggi più lunghi aumentano le possibilità di diagnosi.
- Capacità della tecnica di misurare il "burden" di FA: cioè quanto tempo il cuore rimane in fibrillazione durante il giorno.
- Completezza degli esami richiesti prima di iniziare il monitoraggio.
- Tempo trascorso tra l’ictus e l’inizio del monitoraggio.
- Adesione del paziente al monitoraggio: alcuni dispositivi richiedono la collaborazione attiva del paziente, altri no.
- Algoritmi usati per interpretare i dati.
Importanza della durata e qualità del monitoraggio
Un esempio pratico mostra che un Holter di 24 ore identifica solo una piccolissima parte degli episodi di FA, mentre un monitoraggio continuo per 30 giorni o con dispositivi impiantabili può scoprire molti più casi. Inoltre, sapere quanto spesso e per quanto tempo si verifica la FA aiuta i medici a decidere se iniziare la terapia anticoagulante, che comporta anche dei rischi.
Costi e benefici delle diverse tecniche
Le tecniche più semplici e a basso costo tendono a trovare meno casi di FA, mentre quelle più sofisticate e costose hanno una migliore capacità diagnostica. Alcuni studi hanno mostrato che l’uso di dispositivi impiantabili può essere conveniente in termini di costi nel sistema sanitario del Regno Unito, ma sono necessari ulteriori studi per capire quale sia la scelta migliore in altri contesti.
In conclusione
La fibrillazione atriale è una causa importante di ictus e spesso non dà sintomi. Per proteggerci da nuovi ictus, è fondamentale cercarla con metodi adeguati, soprattutto dopo un episodio ischemico. Più a lungo e con tecniche più precise si monitora il cuore, più è probabile individuare la FA. La scelta della tecnica migliore dipende da molti fattori, tra cui l’età del paziente, la durata del monitoraggio e la capacità di misurare quanto spesso avviene la fibrillazione. Infine, è importante bilanciare i benefici della diagnosi con i costi e la praticità delle diverse metodiche.